
Pescasseroli festeggia un momento decisivo per la sua storia culturale e per quella dell’intero Abruzzo. Il Premio Nazionale di Cultura “Benedetto Croce”, nato nel 2006 nella capitale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha infatti ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Abruzzo attraverso una legge approvata nelle scorse ore dal Consiglio regionale. Un risultato atteso e profondamente significativo per una manifestazione che da oltre vent’anni rappresenta un punto di riferimento nel panorama culturale italiano. Il Sindaco di Pescasseroli, Giuseppe Sipari, insieme alla Presidente della Giuria del Premio, Dacia Maraini, e al Comitato Organizzatore, ha espresso un sentito ringraziamento alla Regione per il sostegno istituzionale, sottolineando il valore di un riconoscimento che premia l’impegno di una comunità intera. Una gratitudine particolare è stata rivolta ai consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, primo firmatario della legge, e Maria Assunta Rossi, che hanno seguito da vicino tutte le fasi dell’iter legislativo, oltre che all’assessore Roberto Santangelo, che ha sostenuto la norma a nome della Giunta. Il Premio Benedetto Croce è oggi un patrimonio riconosciuto non solo in Abruzzo ma a livello nazionale, forte di un radicamento diffuso e di una missione culturale che mette al centro la promozione della lettura, in particolare tra le nuove generazioni. Una rete vasta e vivace testimonia questa energia: ben 70 giurie popolari attive in scuole, istituti penitenziari, associazioni e circoli culturali distribuiti in tutta Italia, insieme a importanti istituzioni come l’Istituto per gli Studi Storici Benedetto Croce. Guardando al futuro, gli organizzatori confermano il loro impegno a proseguire un percorso che nel 2026 troverà un nuovo slancio nell’ambito dell’anno in cui L’Aquila sarà Capitale italiana della Cultura. Un’occasione per ribadire il ruolo dell’Abruzzo come territorio capace di generare e custodire valore culturale, sociale e umano. “Il Premio Benedetto Croce è una ricchezza collettiva – hanno commentato i promotori – e il riconoscimento legislativo conferma la forza di una comunità laboriosa e colta, che da 21 anni lavora per diffondere cultura, pensiero critico e partecipazione”.










