
Monopolele 2026: l’emozione di un palco internazionale raccontata da Angelo Ottaviani
Ci sono esperienze che segnano il percorso di un insegnante più di qualsiasi risultato scolastico. Sono quei momenti in cui la crescita dei ragazzi diventa tangibile, viva, quasi palpabile. È questo il sentimento che Angelo Ottaviani porta con sé al rientro dalMonopolele, il festival internazionale dell’ukulele che ha riunito a Monopoli giovani musicisti provenienti da diverse parti del mondo.


Vedere i propri studenti salire su un palco internazionale, condividere la musica con coetanei di culture lontane, emozionarsi ed emozionare un pubblico attento e caloroso: tutto questo, racconta Ottaviani, ripaga di ogni ora trascorsa in aula, di ogni prova, di ogni difficoltà affrontata insieme. Un’esperienza che ha confermato ancora una volta quanto la musica sia uno straordinario strumento diinclusione, dialogo e crescita personale.
Il progetto ha coinvolto non solo gli studenti, ma un’intera comunità educante: famiglie, colleghi, dirigenza e organizzatori che hanno creduto nel valore formativo di un percorso capace di aprire orizzonti e costruire ponti. Il risultato è stato un viaggio umano e artistico che ha lasciato un segno profondo nei ragazzi e negli adulti che li hanno accompagnati.
«Torno a casa con tanta gratitudine – afferma Ottaviani – orgoglioso dei miei studenti e convinto, ancora una volta, che la musica possa aprire porte che sembrano impossibili». Parole che racchiudono l’essenza di un’esperienza che va oltre la semplice esibizione: un incontro tra mondi, un laboratorio di emozioni, un piccolo grande passo verso una cittadinanza più consapevole e aperta.
Il Monopolele 2026 si chiude così, con il sorriso dei ragazzi e la certezza che la musica, quando è vissuta con passione e condivisione, diventa un linguaggio universale capace di unire ciò che spesso appare distante.































