
Il Premio Nazionale di Letteratura Naturalistica Parco Majella entra nel vivo della sua XXIX edizione e si prepara a un nuovo salto di qualità. Con la presentazione ufficiale del bando e l’annuncio di importanti novità, l’edizione 2026 promette di ampliare il proprio raggio d’azione e di consolidare un percorso culturale costruito negli anni nel segno della tutela ambientale e della qualità letteraria. La proclamazione dei vincitori è in programma sabato 18 luglio 2026 ad Abbateggio, dove si svolgerà la cerimonia finale. La presentazione del Premio si è tenuta questa mattina nella Sala Corradino d’Ascanio del Consiglio regionale, alla presenza del presidente del Premio e dell’Associazione “Alle Falde della Majella”, Antonio Di Marco, del direttore artistico Marco Presutti e dei componenti della giuria tecnica Francesca Guazzelli, Claudio Amicantonio e Marzio Maria Cimini. «Il Premio Parco Majella cresce e sbarca in Europa – ha dichiarato Di Marco – stiamo lavorando a un nuovo riconoscimento europeo che ufficializzeremo alla vigilia della cerimonia. Questo Premio è nato quando l’ambiente non era ancora al centro della produzione letteraria, e oggi continua a crescere proprio grazie all’attenzione che queste tematiche hanno conquistato. È un progetto che vive grazie alla generosità di chi lo anima: molti scrittori che partecipano scelgono poi di restare nel percorso del Premio. Le opere in concorso ci ricordano che il progresso deve sempre rispettare la natura e il territorio». Il direttore artistico Marco Presutti ha illustrato il nuovo bando – già online – e la composizione della giuria, pubblicata per garantire trasparenza verso i partecipanti. «La giuria tecnica selezionerà le tre cinquine finaliste e sarà poi la giuria popolare, composta da 103 lettori, a decretare i vincitori. Il confronto tra autori e lettori, nella serata precedente alla premiazione, è uno dei momenti più preziosi: non solo divulgazione, ma vera creazione culturale. Questa edizione guarda al trentesimo anniversario, un traguardo che rappresenta un’eredità importante». Tra i contenuti emersi, il valore multidisciplinare del Premio è stato sottolineato da Claudio Amicantonio, che ha ricordato come nella sezione Saggistica confluiscano opere provenienti da ambiti scientifici, tecnici e filosofici, e come nelle ultime edizioni siano stati premiati autori di grande rilievo, da Gaël Giraud a Luigi Alici fino al geologo Paolo Pileri. Francesca Guazzelli ha evidenziato il ruolo fondamentale della giuria popolare, capace di coinvolgere studenti universitari e lettori di età diverse, generando un dialogo vivo e partecipato. Marzio Maria Cimini ha infine espresso grande attesa per i contributi poetici di questa edizione: «Nella terra di Ovidio e d’Annunzio, restituire spazio alla poesia significa restituire dignità alla nostra identità culturale». La macchina organizzativa del Premio partirà venerdì 17 luglio 2026, con l’incontro pubblico ad Abbateggio tra autori finalisti e lettori, che al termine voteranno i vincitori. La cerimonia ufficiale si terrà la sera successiva, 18 luglio, sempre ad Abbateggio, con la consegna dei riconoscimenti e di alcuni premi speciali, che saranno annunciati nei prossimi mesi. La nuova formula, che affianca giuria tecnica e popolare, vuole incentivare la conoscenza dei testi e aprire spazi di riflessione sul rapporto tra uomo e natura, tema centrale sin dalla nascita del Premio nel 1998. L’obiettivo resta quello di promuovere il territorio abruzzese, valorizzandone paesaggio, cultura e identità in un dialogo che ora si prepara a parlare una lingua sempre più europea.









