
27 giugno 2026 =Gaetano Trigilio=
SULMONA – Nei giorni scorsi è stato presentato a Sulmona nella libreria UBIK, il libro : “A L’Aquila con Laudomia Bonanni” di Gianfranco Giustizieri..
Si tratta di una pubblica<ione particolare che desta molta attenzione nel lettore una sorta di guida della Città dell’Aquila vista con gli occhio di Laudomia Bonanni. Un libro dunque con due protagonisti: La Città dell’Aquila e la scrittrice Laudomia Bonanni.
Viene subito da chiedersi: ma chi era la Bonanni ?
Laudomia Bonanni è stata una delle voci più originali, potenti e ingiustamente appartate della letteratura italiana del Novecento. Nata a L’Aquila, ha lavorato a lungo come maestra elementare e, soprattutto, come giudice laico presso il Tribunale dei minorenni, un’esperienza che ha profondamente segnato la sua scrittura, spingendola a esplorare con realismo crudo e privo di retorica il mondo dell’infanzia abbandonata, l’universo femminile e le marginalità sociali.
Apprezzata da giganti della critica come Eugenio Montale e Maria Bellonci, vinse premi prestigiosi (tra cui il Premio Viareggio Opera Prima nel 1950 conIl fossoe il Premio Selezione Campiello), distinguendosi come una figura di spicco della cultura italiana, pur mantenendo sempre un legame viscerale e talvolta complesso con la sua terra d’origine: L’Abruzzo.
Ma ora parliamo del libro
Il libro: “A L’Aquila con Laudomia Bonanni” di Gianfranco Giustizieri
Il saggio-itinerario dello studioso , intitolato precisamente “A L’Aquila con Laudomia Bonanni. Passeggiate tra presente e memoria sulle tracce della scrittrice” (Edizioni Ianieri), esplora proprio il legame indissolubile tra l’autrice e la sua città natale.
I punti chiave del volume mettono in luce questa forte interconnessione:
- La città come co – protagonista. Il testo non è una semplice biografia, ma un racconto a due voci in cui L’Aquila e Laudomia si rincorrono e si illuminano a vicenda. I vicoli, le piazze, i quartieri (come il Quarto di San Pietro) e i palazzi storici diventano tappe di un’analisi letteraria e antropologica.
- Passeggiate letterarie: Giustizieri propone una mappa emotiva e geografica, invitando il lettore a camminare “con lento pede” (passo lento) per riscoprire l’identità profonda della città attraverso gli occhi della Bonanni, attingendo non solo ai suoi romanzi ma anche ai suoi celebri elzeviri (articoli culturali di terza pagina). Il libro crea un dialogo costante tra L’Aquila del passato vissuta e descritta dalla scrittrice e la città di oggi, impegnata nella sua complessa ricostruzione identitaria e culturale.
Questo lavoro di Giustizieri, profondo conoscitore e custode dell’opera bonanniana, contribuisce a restituire alla scrittrice il ruolo centrale che merita nel panorama culturale italiano ed europeo.
































