
Roberta Formichetti celebra la libertà del gesto: nella sua tesi magistrale un tributo all’arte del padre Silvio Formichetti
Perugia, 12 novembre 2025 – Con il massimo dei voti, 110 e lode, Roberta Formichetti ha conseguito la Laurea Magistrale in Consulenza Pedagogica e Coordinamento di Interventi Formativi presso l’Università degli Studi di Perugia. Un traguardo importante, coronato da una tesi che unisce arte e pedagogia in un dialogo profondo e originale.

Il titolo della sua ricerca, “La libertà del gesto: dialogo tra Arte Informale e Pedagogie Attive nel secondo dopoguerra”, esplora il desiderio di rinascita e libertà emerso nel periodo post-bellico, mettendo in relazione la rottura delle forme artistiche con il superamento dei modelli educativi autoritari. Al centro del lavoro, il gesto, l’azione e l’esperienza sono interpretati come atti liberatori, fondamentali tanto nel processo creativo quanto in quello formativo.

Un elemento distintivo della tesi è il focus dedicato all’artista contemporaneo Silvio Formichetti, padre della laureanda. La scelta non è solo affettiva, ma profondamente motivata da ragioni critiche e storiche. Il Prof. Salvatore Rosario, relatore della tesi e già Vice Presidente della prestigiosa Fondazione Alberto Burri, ha fortemente sostenuto l’inclusione di Formichetti, riconoscendo nella sua opera una continuità vitale con i maestri dell’informale del dopoguerra.

Silvio Formichetti, noto per la sua pittura gestuale e dinamica, incarna con forza la “libertà del gesto” che la tesi indaga. Il suo linguaggio artistico, fondato su colore, segno e movimento, trasmette energia interiore e spiritualità positiva, diventando espressione di fiducia nel futuro e di emancipazione creativa.
L’analisi di Roberta Formichetti non si limita a una lettura estetica, ma inserisce l’opera del padre in un contesto storico-critico che lo vede come erede diretto della spinta di rinnovamento del dopoguerra. La sua arte, secondo la tesi, continua a fare del gesto il simbolo di una libertà ritrovata e di una nuova visione dell’uomo: libero, creativo e protagonista del proprio fare.
Questa tesi rappresenta non solo un contributo accademico originale, ma anche un atto di riconoscimento profondo verso un percorso artistico che ha saputo trasformare il gesto in messaggio universale. Un dialogo tra generazioni, tra arte e pedagogia, che si fa testimonianza viva di come la libertà possa essere tramandata, interpretata e celebrata.









