
Il4 luglio 2010rimane una data scolpita nel cuore della città. Sedici anni dopo, Sulmona torna a respirare la stessa emozione di quella domenica luminosa in cuiPapa Benedetto XVIscelse la nostra terra per celebrare l’Anno Celestiniano, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva.
Una giornata che non fu soltanto un evento religioso, ma un incontro profondo tra una comunità e un Pontefice che, con la sua finezza teologica e la sua umiltà, seppe parlare all’anima di migliaia di fedeli.
La visita del Santo Padre attraversò i punti più simbolici della nostra storia spirituale e cittadina, trasformandoli in scenari di grazia e partecipazione.
- Piazza Garibaldi, trasformata in una cattedrale a cielo aperto, accolse laSolenne Celebrazione Eucaristica. Migliaia di persone, arrivate da tutta la diocesi e oltre, riempirono la piazza in un clima di gioia, attesa e profonda devozione.
- La Cattedrale di San Panfilo, cuore pulsante della fede sulmonese, fu teatro di un momento di intensa spiritualità. Qui Benedetto XVI sostò in preghiera, venerò le reliquie diSan Panfiloe visitò la grotta diSan Pietro Celestino, quasi a voler intrecciare idealmente la sua presenza con la storia di un santo che ha segnato la nostra identità.
Nella sua omelia in Piazza Garibaldi, il Papa dedicò una meditazione intensa alla figura diSan Pietro Celestino, richiamando il primato di Dio nella vita dell’uomo e il rischio di trasformare la religione in ricerca di successo umano. Un monito attuale, che continua a interrogare credenti e comunità:
“Il Santo cercava non il favore degli uomini, ma il favore di Dio […] C’è sempre la tentazione di fare della religione il luogo del successo umano, del riconoscimento, del potere. Al contrario, san Pietro Celestino ci ricorda che l’essenziale è stare con il Signore, abitare nella sua Parola. Da questa unione nasce la vera libertà.”
Parole che, ancora oggi, illuminano il cammino della nostra diocesi.
Il momento conclusivo della giornata fu dedicato ai giovani della diocesi, che accolsero il Papa con entusiasmo e freschezza. A loro Benedetto XVI consegnò un messaggio che resta una bussola per le nuove generazioni:
“Cari giovani, non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla alla vostra giovinezza, alla vostra libertà, ai vostri desideri di felicità. Al contrario, Egli eleva tutto, purifica tutto e vi rende capaci di grandi cose.”
Un invito a cercare la verità con coraggio, seguendo l’esempio diCelestino V, “instancabile cercatore di Dio”.
Oggi, a sedici anni di distanza, Sulmona non celebra soltanto un anniversario: custodisce unaeredità spiritualeche continua a nutrire il presente. La visita di Benedetto XVI fu un dono, un gesto di amore verso la nostra terra e verso la nostra comunità, che ancora oggi ne avverte la forza e la delicatezza.
In un tempo che chiede radici e visioni, quella giornata del 2010 resta unafonte di luce, un richiamo alla semplicità del Vangelo e alla grandezza della speranza.


































