
Mentre nelle grandi città italiane il costo degli affitti continua a correre molto più velocemente degli stipendi, l’Aquila si distingue come il capoluogo di provincia dove prendere una casa in locazione pesa meno sul reddito dei lavoratori. A fotografare la situazione è una recente elaborazione della CNA, realizzata sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette. Secondo l’indagine, nel capoluogo abruzzese l’affitto di un appartamento standard assorbe mediamente il 30% dello stipendio, la percentuale più bassa tra tutti i capoluoghi italiani analizzati. Alle spalle dell’Aquila si collocano Catanzaro, Isernia, Caltanissetta ed Enna, dove l’incidenza varia tra il 31 e il 32%. Una situazione molto diversa rispetto a quella delle grandi città del Centro-Nord, dove il peso dell’affitto sui redditi è diventato sempre più gravoso. Lo studio evidenzia infatti come dal 2019 al 2025 i canoni di locazione siano aumentati ovunque molto più rapidamente delle retribuzioni. In molte città gli affitti sono cresciuti tra il 20 e il 50%, mentre gli stipendi hanno registrato incrementi decisamente più contenuti. Milano si conferma la città più costosa d’Italia, con canoni che per un appartamento medio superano i 1.800 euro mensili. Seguono Firenze, Bologna, Venezia, Padova, Napoli e Roma, tutte realtà dove il divario tra costo della casa e redditi continua ad ampliarsi. Secondo la CNA, questa dinamica sta producendo effetti sempre più evidenti anche sul mercato del lavoro. Molte micro e piccole imprese segnalano infatti difficoltà nel trovare personale disposto a trasferirsi nei grandi centri urbani, proprio a causa dei costi abitativi diventati insostenibili. Per il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, la questione non rappresenta più soltanto un problema sociale ma una vera emergenza economica. Da qui la richiesta di politiche in grado di aumentare l’offerta di alloggi a prezzi sostenibili, recuperare immobili inutilizzati e favorire interventi di rigenerazione urbana. In questo scenario, l’Aquila emerge come una delle realtà più accessibili del Paese, un dato che potrebbe rappresentare un elemento di attrattività per famiglie, giovani e lavoratori alla ricerca di una migliore qualità della vita senza il peso degli affitti record che caratterizzano molte altre città italiane.
































