
Trentamila chilometri di umanità: l’Abruzzo incontra il Giappone nel viaggio di Davide Lupinetti
C’è un Abruzzo che viaggia, che incontra, che crea legami. E c’è un Giappone che ascolta, accoglie e ricambia. Nel mezzo, un giovane regista di Silvi, Davide Lupinetti, che ha trasformato un’impresa geografica in un racconto umano capace di unire due mondi lontani.
La sua sfida è nota: trentamila chilometri, sette mesi di viaggio, venticinque confini e una sola regola ferrea —mai prendere un aereo. Partito da Pescara a fine marzo, Davide ha attraversato l’Europa e l’Asia via terra e mare, scegliendo un ritmo lento, fatto di incontri, ascolto e stupore. Un viaggio che assomiglia più a una ricerca che a un itinerario.

Dall’Albania alla Grecia, dalla Turchia al Caucaso, fino al cuore dell’Asia — Russia, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghistan, Armenia e Afganistan e poi Taiwan e la Cina, dove Davide ha scoperto affinità inattese con l’Italia , come la centralità del cibo come collante sociale e il primato condiviso nei siti UNESCO. Poi la Corea, e infine il Giappone, dove il viaggio ha preso una direzione che nessuna mappa poteva prevedere.
A Tokyo, infatti, Davide ritrova Riki, un amico giapponese conosciuto anni prima a San Francisco, quando entrambi studiavano inglese. Un incontro inatteso che riporta alla luce un legame rimasto sospeso nel tempo.

Riki ricorda bene il suo viaggio in Abruzzo, quando decise di andare a trovare Davide dopo gli studi negli Stati Uniti. Rimase colpito dal mare “bianco e bellissimo”, dal cielo limpido, dai ragazzi che giocavano a calcio in piazza — una scena che a Tokyo non aveva mai visto. E rimase conquistato dalla cucina abruzzese, soprattutto dalla pasta fatta in casa dalla mamma di Davide, che definisce ancora oggi “una cosa speciale”.
Tra i ricordi condivisi ci sono le partite di calcio, le cene tipiche e la scoperta degli arrosticini, che Riki paragona con simpatia alloyakitorigiapponese.

Ma c’è un dettaglio che rende questa amicizia unica: la passione di Riki per le canzoni popolari abruzzesi. Tutto iniziò quando Davide, a San Francisco, gli chiese di provare a cantareCicirinella. Da lì Riki iniziò a esercitarsi, guardando i video dellaTequila & Montepulciano Band, fino a realizzare un suo video musicale che ha raccolto molti commenti e iscritti italiani.

Oggi conosce diversi brani:Cicirinella,Sotto la capannadel mitico cantautore e comico Nduccio,La campanella di Reginella. E promette che la prossima saràMarina.
Durante il soggiorno giapponese, i due amici si ritrovano persino sul palco: insieme portano piccoli spettacoli nella Trattoria Dai Paesani” di Tokyo, trasformando una serata qualunque in un ponte culturale tra Abruzzo e Giappone.

Ma il legame tra Abruzzo e Giappone non si è espresso solo attraverso musica, ricordi e cultura. Dopo che a Silvi Marina il maltempo ha causato danni e difficoltà, Davide ha deciso di attivarsi anche a migliaia di chilometri di distanza, raccogliendo fondi per sostenere la sua comunità.
E la risposta più inattesa è arrivata proprio dal Giappone.
La Daitobunka University Dai-ichi High School, tramite il referente Yuzo Ogura, ha voluto contribuire con un piccolo ma significativo gesto alla causa. Un atto di solidarietà che si trasforma in un ponte tra popoli, capace di generare vicinanza anche nei momenti più difficili.

Un gesto semplice, ma potentissimo: un pezzo di Giappone che tende la mano all’Abruzzo.





La storia di Davide Lupinetti non è solo l’impresa di un giovane che vuole fare il giro del mondo senza aerei. È la dimostrazione che i confini più importanti non sono quelli geografici, ma quelli umani.
Il suo viaggio attraversa Paesi, ma soprattutto relazioni: quelle nuove, nate lungo la strada, e quelle antiche, come l’amicizia con Riki, che il destino ha riportato sulla stessa rotta.
E in questo incrocio di strade, culture e gesti di solidarietà, Abruzzo e Giappone scoprono di essere meno lontani di quanto sembri.

































