
Il profumo della terra che incontra l’energia dell’innovazione e la forza della collaborazione. È con questo spirito che è stata presentata oggi, a Palazzo Silone, la quarta edizione della Fiera dei Tartufi d’Abruzzo – “Dal respiro alla terra”, in programma in Piazza Duomo dal 28 al 30 novembre, sotto una grande tensostruttura riscaldata di mille metri quadrati che accoglierà oltre sessanta aziende del settore agroalimentare regionale. Un appuntamento che cresce di anno in anno, diventando uno dei principali eventi enogastronomici del Centro Italia. A sottolinearlo, nel suo messaggio ufficiale, è stato il sottosegretario del MASAF Luigi D’Eramo, che ha definito l’iniziativa «un modello di crescita e sviluppo» capace di accendere i riflettori su un prodotto identitario e strategico per l’Abruzzo. «Il tartufo – ha dichiarato – da prodotto di nicchia è ormai un protagonista nella conquista di nuovi mercati internazionali. L’Abruzzo, secondo produttore italiano di tartufo nero, si conferma una delle realtà agricole più dinamiche del Paese». Soddisfazione anche da parte del vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, che ha parlato di un risultato costruito grazie a un grande lavoro di squadra e annunciato la partecipazione delle Ambasciate di Giappone, Romania e Belgio, a conferma della crescente dimensione internazionale dell’evento. «Questa fiera – ha affermato – è sempre più un riferimento nazionale e internazionale. Ci attendono tre giorni ricchi, con molte novità e una struttura scenografica nel cuore della città». Il vicesindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele, ha ricordato come la manifestazione, ospitata per la prima volta quattro anni fa, abbia immediatamente dimostrato una forza inaspettata, diventando oggi una vetrina capace di valorizzare la città e la sua rigenerazione culturale. Un percorso condiviso anche con il mondo della ricerca: il professore Marco Leonardi dell’Università dell’Aquila ha annunciato un convegno internazionale con esperti da tutto il mondo per definire le strategie future e costruire una filiera competitiva a livello globale. Pieno sostegno anche dal GAL Gran Sasso Laga, rappresentato dal presidente Carlo Matone, che ha definito la fiera «un ottimo punto di partenza per sviluppare promozione e turismo», e dal presidente dell’Associazione Tartufai della Marsica, Vittorio Letta, che ha sottolineato l’importanza di valorizzare una passione e una tradizione che hanno già ottenuto il prestigioso riconoscimento UNESCO. Entusiasmo espresso anche da Giovanni Cappelli, amministratore dell’Azienda Territorio e Cultura, che ha richiamato la necessità di «unire le eccellenze regionali in un’unica direzione». Il programma, fitto e diversificato, punta a celebrare il tartufo attraverso showcooking, masterclass, incontri di approfondimento, dimostrazioni di cerca con cani addestrati e attività rivolte a scuole e associazioni. Ospiti d’eccezione gli chef stellati Davide Nanni e William Zonfa, mentre i buyer internazionali apriranno nuove opportunità commerciali con realtà provenienti da Asia, Australia, Medio Oriente, Europa e Stati Uniti. Grande attesa anche per le novità gastronomiche in arrivo, come i “panettoni d’Abruzzo” e la proposta DOCG Casauria. La fiera conferma inoltre la sua vocazione all’innovazione con il lancio dell’app dedicata Abruzzo.eat, disponibile per iOS e Android, che include una sezione per ristoranti e menù speciali al tartufo durante i tre giorni dell’evento. Tradizione, ricerca, cultura e business si incontrano in un format che racconta l’Abruzzo più autentico: quello che costruisce futuro senza perdere le radici, trasformando una ricchezza naturale in una leva strategica per lo sviluppo delle aree interne, del turismo e dell’intera filiera agroalimentare.









