
Standing ovation, commozione e una chiesa gremita a San Panfilo d’Ocre per la prima assoluta di “Vizi e virtù di Arlecchino”, lo spettacolo che ha segnato l’esordio scenico del laboratorio teatrale nato nell’ambito del progetto culturale ARCA – Arte, Rigenerazione, Comunità, Abitare. A condividere il palco con un nome di respiro internazionale come Claudia Contin Arlecchino sono stati i ragazzi e le ragazze della Comunità 24 luglio, protagonisti di un lavoro creativo che ha intrecciato artigianato, movimento scenico e sperimentazione artistica, culminato in un risultato capace di emozionare pubblico e interpreti. La performance, ospitata nella suggestiva cornice della chiesa di San Panfilo, è stata accolta da un lungo applauso collettivo. Sul palco la celebre attrice, regista e scenografa — prima donna al mondo ad aver interpretato la figura tradizionalmente maschile di Arlecchino sin dal 1987 — accompagnata dal menestrello Luca Fantinutti e da undici maschere originali, indossate dai giovani performer e create durante un’intensa settimana di laboratorio. Una creazione ispirata alla Fontana delle 99 Cannelle dell’Aquila, simbolo identitario dell’intero territorio e punto di partenza per un lavoro artistico che ha portato a maschere con forme allungate e visionarie, decorate secondo le impressioni personali dei partecipanti: richiami all’acqua, animali fantastici, satiri, figure infantili e immagini nate dall’immaginazione libera e condivisa.



«Io gli ho insegnato come nasce una maschera della commedia dell’arte, ma è più importante quello che ho imparato io da loro – ha dichiarato Claudia Contin Arlecchino –. Mi hanno guidata in movimenti nuovi, imprevedibili. Mi hanno insegnato a danzare in un modo completamente diverso». Parole che hanno raccolto l’emozione del pubblico e il senso più profondo dell’iniziativa. A sottolinearne il valore, anche il commento di Anna Romano, responsabile della Comunità 24 luglio: «Un’esperienza entusiasmante, che ha permesso ai nostri ragazzi di uscire dalla quotidianità e misurarsi in un processo artistico completo: costruzione manuale, movimento scenico, relazione. Un passo importante verso l’inclusione reale nella vita sociale». Il percorso teatrale è parte di ARCA, progetto ideato e diretto artisticamente da Silvia Di Gregorio e sostenuto dai fondi Restart, che coinvolge undici comuni del cratere sismico aquilano insieme a quattordici artisti internazionali, con il supporto di istituzioni culturali come il Teatro Stabile d’Abruzzo, il MAXXI L’Aquila, il Munda e l’Università dell’Aquila. Oltre alla prima di San Panfilo d’Ocre, lo spettacolo replica oggi a Barisciano, alle ore 18 nella Casa degli Alpini, e domenica 30 novembre nella chiesa di San Panfilo a Tornimparte. «L’Abruzzo è una delle poche regioni senza una maschera tradizionale – ha aggiunto Contin Arlecchino –. Questa potrebbe essere un’ispirazione per crearne una nuova, senza tempo, figlia di questo territorio e dei suoi abitanti». Un ringraziamento speciale è stato rivolto all’amministrazione comunale di Ocre, al sindaco Gianmatteo Riocci, all’assessore Catia Di Pasquale, al parroco e a tutto lo staff organizzativo per l’accoglienza e il sostegno.









