
Un incontro tra epoche, linguaggi e visioni prende forma nel cuore dell’Abruzzo. Il 9 maggio, alle 17.30, il Convento di San Colombo di Barisciano ospiterà l’inaugurazione della mostra “L’Arte per il Territorio”, anticipata dal momento di confronto “Dialoghi tra patrimonio storico e pittura contemporanea”. L’iniziativa si inserisce in un contesto culturale particolarmente significativo: il 2026, anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. Un’occasione che rafforza il senso di un progetto pensato per mettere in relazione memoria storica e creatività contemporanea, con uno sguardo rivolto alla valorizzazione dei luoghi. Ad aprire il pomeriggio sarà un incontro che punta a riflettere sul ruolo della cultura come motore di rigenerazione e partecipazione. Tra gli interventi, quello dello storico dell’arte Antonio David Fiore, che per la Soprintendenza parlerà di Santa Maria di Capo di Serra, tra restauri e recenti scoperte. A seguire, i contributi della direttrice artistica Silvia Di Gregorio, della docente Luisa Migliorati e dello studioso Mario Andreucci, introdotti dal sindaco Fabrizio D’Alessandro. Subito dopo, spazio all’arte con l’apertura della mostra collettiva, visitabile fino al 31 ottobre. Gli ambienti del convento si trasformeranno in un percorso espositivo diffuso, dove pittura e architettura dialogano in modo diretto, creando un’esperienza immersiva tra storia e contemporaneità. Il progetto, patrocinato dal Comune di Barisciano e curato da Callisto Di Nardo, Francesco Pietropaoli e Luisa Casilio, nasce da un’idea semplice ma potente: affiancare alla funzione ricettiva della dimora storica una proposta culturale capace di rafforzare il legame con il territorio. Protagonisti della mostra saranno sette artisti legati all’Abruzzo: Callisto Di Nardo, Elvezio Sfarra, Hiya Lanza, Massimo Piunti, Pierpaolo Mancinelli, insieme ai progetti Duettando e alle opere dello stesso Francesco Pietropaoli. Un intreccio di linguaggi che va oltre la semplice esposizione. Arte, musica e teatro diventano strumenti per raccontare un territorio, valorizzarne l’identità e costruire nuove forme di comunità. In un tempo in cui i luoghi rischiano spesso di essere attraversati senza essere davvero vissuti, iniziative come questa invitano a fermarsi. A guardare. E a riscoprire il legame profondo tra spazio, memoria e creatività.



























