
Un risultato di altissimo profilo per la sanità abruzzese e per la città dell’Aquila. Il reparto universitario di Andrologia dell’ospedale San Salvatore ha superato con successo la rigorosa valutazione della European Academy of Andrology (EAA), avvicinandosi al rinnovo dell’accreditamento come EAA Training Centre, uno dei riconoscimenti più prestigiosi a livello europeo per la specialità. Solo pochi centri nel continente possono vantare questo titolo, che certifica l’eccellenza clinica, scientifica e tecnologica di un reparto. Per due giorni, la struttura è state sottoposta a una verifica approfondita da parte dei professori Mario Maggi dell’Università di Firenze e Andreas Meinhardt, dell’Università di Giessen (Germania), incaricati di valutare competenze, organizzazione, ricerca e infrastrutture. Nel report finale, gli ispettori hanno raccomandato l’accreditamento e indicato l’Aquila come uno dei centri andrologici di riferimento in Europa. Tra i fattori premiati figurano la produzione scientifica di alto livello – 96 pubblicazioni negli ultimi cinque anni – la solidità delle attività cliniche che spaziano dall’andrologia all’endocrinologia e alla diabetologia, la gestione altamente specializzata dei pazienti con lesione midollare e il recente rinnovamento delle strutture, comprendenti banca del seme e laboratori diagnostici. Grande soddisfazione è stata espressa dall’andrologo del Centro Arcangelo Barbonetti e dal direttore dell’Unità operativa Marco Giorgio Baroni, che hanno ringraziato lo staff per l’impegno quotidiano e gli ispettori per la professionalità dimostrata. «Il giudizio ricevuto conferma la qualità del lavoro svolto e la forza di un gruppo che crede nella ricerca e nella cura avanzata della persona», hanno dichiarato. Il reparto aquilano rappresenta una risorsa unica nel panorama regionale: è l’unico in Abruzzo a disporre di una banca del seme, fondamentale per pazienti oncologici e infertili, e dal 2024 è centro di riferimento per la disforia di genere, seguendo già un centinaio di persone con percorsi clinici integrati e multidisciplinari. La qualità delle competenze sta generando inoltre mobilità attiva: sempre più pazienti arrivano da Lazio, Marche, Puglia e Molise. Un traguardo che testimonia un modello sanitario fondato su ricerca, innovazione e umanità, capace di trasformare l’Aquila in polo nazionale ed europeo per una disciplina delicata e fondamentale per la qualità della vita.









