
Vent’anni fa qualcuno decise di credere in un fiore. Una scelta che poteva sembrare azzardata, ma che oggi si rivela un atto di lungimiranza: lo Zafferano dell’Aquila, il celebre “oro rosso”, festeggia il suo ventennale come prodotto DOP, simbolo di identità, tradizione e innovazione. A Barisciano, nel complesso di San Colombo, la celebrazione ha preso forma tra profumi, ricordi e prospettive future. La cornice suggestiva della chiesa sconsacrata ha accolto oltre cento persone, incantate dallo show cooking degli chef Matteo Di Panfilo e Stefano Ferrauti, che hanno trasformato lo zafferano in piatti capaci di unire tradizione e modernità. Il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo, originario proprio di Barisciano, ha ricordato come questa spezia rappresenti “un pezzo di storia del territorio e al tempo stesso un volano per il turismo”. Non solo cucina dunque, ma anche economia, cultura e identità. Non a caso, ha sottolineato, sempre più viaggiatori scelgono le destinazioni in base all’offerta agroalimentare. Accanto a lui, voci diverse hanno dato forza a un racconto corale. Il sindaco di Navelli, Paolo Federico, ha parlato di “missione comune”, sottolineando la necessità di crescere ancora. Il sindaco di Barisciano, Fabrizio D’Alessandro, ha evidenziato come lo zafferano non sia soltanto un ricordo, ma il futuro dei borghi, oggi animati anche da turisti internazionali.




La regista Cinzia TH Torrini, ospite a sorpresa, ha definito lo zafferano aquilano “il migliore del mondo”, aggiungendo una nota di orgoglio e prestigio. Non è mancato il racconto personale del giornalista e gastronomo Antonio Paolini, che ha ricordato l’aneddoto di Gualtiero Marchesi e i viaggi tra i vicoli di Genova: “quando chiesi a un negoziante quale fosse lo zafferano migliore, mi propose quello iraniano e… il nostro”. Una conferma che il prodotto aquilano continua a distinguersi per qualità e autenticità. Lo zafferano però non è soltanto cucina. Fiorella Bafile, imprenditrice e fondatrice di Tindora Cosmetics, ha mostrato come questa spezia preziosa sia ormai entrata anche nella cosmesi, grazie alle sue proprietà antiossidanti e rivitalizzanti: “uno scrigno di benefici che la scienza ci ha aiutato a scoprire”. Tra degustazioni e riflessioni, la serata ha avuto il sapore di una festa di comunità. Una celebrazione che unisce le radici contadine e lo sguardo al futuro, nella convinzione che lo zafferano non sia solo una spezia, ma un simbolo di rinascita e di orgoglio. Il ciclo di eventi proseguirà fino al 19 settembre, con l’ultimo appuntamento all’Aquila dedicato a tradizione e innovazione. Segno che lo “oro rosso” non è un ricordo da museo, ma un progetto vivo che continua a crescere insieme al suo territorio.




































