
Il centrodestra si ricompatta su Cesareo e prova a voltare pagina
Il 2026 sarà un anno decisivo per il governo locale in buona parte della provincia dell’Aquila. Diversi comuni, infatti, torneranno alle urne per rinnovare sindaci e consigli comunali, aprendo una stagione politica che si preannuncia densa di movimenti, nuove alleanze e ritorni di scena. Non si tratta solo di scadenze amministrative: in molte realtà, il voto rappresenterà la verifica di equilibri politici costruiti negli ultimi cinque anni, ma anche la possibilità di ridefinire rapporti tra partiti, liste civiche e territori. Tra i comuni chiamati al voto ci sono alcuni dei centri più popolosi e strategici dell’area marsicana: Avezzano, che con il suo peso demografico e politico guiderà di fatto la partita, chiamata ancora una volta a fare da termometro politico dell’intera area marsicana. Qui, il riassetto delle coalizioni, le ricomposizioni interne e le scelte dei candidati non restano mai fatti isolati: spesso anticipano o influenzano gli equilibri dei comuni vicini. E proprio nel capoluogo marsicano, dopo anni di divisioni e tentativi mancati di sintesi, il centrodestra sembra aver trovato un punto fermo: sarà Alessio Cesareo il candidato su cui far convergere la coalizione in vista delle comunali del 2026. Il suo nome circolava da tempo nei colloqui riservati e negli incontri di partito, ma a sancire pubblicamente la scelta è stata una foto: Cesareo accanto a esponenti locali e regionali, rilassati ma determinati. Un’immagine semplice, eppure politicamente netta. “Siamo di nuovo una squadra”, è il messaggio che quella stretta di mani ha voluto trasmettere. La decisione è arrivata al termine di un confronto che, nelle ultime settimane, ha coinvolto più livelli della coalizione, con l’obiettivo di evitare le fratture che in passato avevano penalizzato il centrodestra in città. Molti ricordano bene le ultime tornate elettorali, segnate da candidature parallele, scelte solitarie e un elettorato disorientato, che aveva finito per orientarsi su liste civiche e su figure lontane dalle sigle tradizionali. Ricostruire la fiducia, ora, è la vera partita. Cesareo, ex questore con una lunga esperienza amministrativa e istituzionale, è stato individuato come il profilo capace di tenere insieme le diverse anime del centrodestra: forze di partito, amministratori, movimenti civici e mondi professionali. Un nome percepito come “equilibrato” rispetto ai protagonismi del passato, utile a chiudere la stagione dei personalismi e a riportare la coalizione su un terreno di progetto politico condiviso. Le priorità sono già state indicate con chiarezza: sicurezza urbana, una gestione più efficiente dei servizi, il rilancio delle aree periferiche e del centro, la difesa della sanità territoriale e la creazione di opportunità lavorative per i giovani. Obiettivi che parlano direttamente a quel settore della città che negli ultimi anni si è sentito poco ascoltato o lasciato ai margini. La sfida che si apre ora è duplice. Da un lato, la composizione delle liste, passaggio delicato che dovrà evitare nuove rivalità interne. Dall’altro, la necessità di riconquistare quel voto civico che ha scelto la continuità amministrativa e oggi guarda con prudenza ai ritorni di bandiera. Intanto, la maggioranza uscente e le civiche osservano con attenzione: sanno che, stavolta, la competizione potrebbe essere più serrata. Resta da capire se l’unità annunciata oggi sarà abbastanza solida da reggere la pressione della campagna elettorale. Ma una cosa è già evidente: il centrodestra ad Avezzano ha cambiato passo.









