
Sono oltre 60.000 gli abruzzesi senza medico di base, secondo i dati diffusi dalla FIMMG Abruzzo, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale. Un’emergenza sanitaria che preoccupa profondamente i consiglieri regionali del Partito Democratico, Antonio Di Marco e Silvio Paolucci, che chiedono un intervento immediato della Regione con una risoluzione da discutere in Consiglio. «La situazione è grave e la Regione è assente– denunciano i due esponenti del PD –.Mancano almeno 240 medici di base, soprattutto nelle aree interne, dove la sanità territoriale è ormai al collasso. La medicina generale è stata ridotta a un semplice sportello per le ricette, dimenticando il suo ruolo chiave nella prevenzione e nella cura». Secondo Di Marco e Paolucci, il problema non è solo numerico, ma anche strutturale: «I medici operano spesso in condizioni difficili, con carichi eccessivi e spostamenti su più comuni, senza adeguati riconoscimenti. Serve un cambio di passo concreto». I due consiglieri chiedono alla Regione di:
- Rinnovare l’Accordo Integrativo Regionale con i medici di base, fermo da tempo;
- Attivare incentivi per chi opera nelle zone interne;
- Rendere operative le Case della Comunità e le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali), promesse ma mai avviate;
- Rafforzare il coordinamento tra medici, infermieri e strutture sanitarie locali;
- Stabilizzare il personale del 118 e ripristinare le indennità sospese;
- Valorizzare la medicina di base come primo presidio per i pazienti più fragili.
Paolucci, già promotore di un’interpellanza sulla sanità del Vastese, e Di Marco, che ha sollevato il tema nei mesi scorsi, chiedono un’assunzione di responsabilità immediata da parte dell’esecutivo regionale:
«Non si può continuare a ignorare chi lavora sul territorio. Serve una sanità che guardi alle persone, non solo ai bilanci».
































