
Collaborazione, prevenzione e visione condivisa. Sono queste le parole chiave emerse dalla XIII edizione del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, che si è svolta oggi nel capoluogo abruzzese riunendo istituzioni, tecnici, rappresentanti del mondo accademico e scientifico per discutere di gestione integrata delle risorse idriche, pianificazione partecipata e adattamento ai cambiamenti climatici. Un momento di confronto ritenuto essenziale dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, che ha sottolineato la necessità di rafforzare le sinergie per garantire sicurezza e qualità della vita: «Il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume si conferma un appuntamento fondamentale per la costruzione di politiche condivise e per la crescita di una cultura della gestione sostenibile dei nostri territori. Servono collaborazione e concretezza — ha dichiarato — per affrontare sfide che riguardano tutti: tutela dell’ambiente, cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile. Investire in questi percorsi significa investire sulle comunità e sulle nuove generazioni, evitando tavoli sterili che non producono risultati». Accanto a Marsilio, è intervenuto il vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, che ha evidenziato il cambio di passo recente nelle politiche idriche e ambientali: «Per anni i Contratti di Fiume sono rimasti annunci — ha affermato — mancavano risorse e strumenti operativi. Oggi la Regione ha destinato oltre 38 milioni di euro per finanziare sette Contratti di Fiume, sostenendo interventi concreti nei territori più vulnerabili dal punto di vista idraulico e ambientale». Obiettivi chiari: aumentare la sicurezza delle comunità, migliorare lo stato degli ecosistemi fluviali, favorire la prevenzione del rischio e costruire strategie di adattamento ai cambiamenti climatici che coinvolgano cittadini, enti locali, ricercatori e imprese. Il Tavolo Nazionale ha riunito esperti, docenti universitari e amministratori per discutere le buone pratiche e definire una road map comune verso una gestione sostenibile e partecipata dei corsi d’acqua e delle aree idroterritoriali: un modello che sempre più regioni italiane stanno adottando per trasformare fiumi e torrenti in infrastrutture naturali capaci di garantire sicurezza, biodiversità e sviluppo. La giornata all’Aquila si è conclusa con un messaggio condiviso: la sfida climatica non può più attendere e i Contratti di Fiume rappresentano uno strumento concreto per affrontarla, creando un ponte tra scienza, istituzioni e comunità. Un percorso che oggi guarda al futuro e che, nelle intenzioni della Regione Abruzzo, continuerà a crescere attraverso investimenti, partecipazione e responsabilità collettiva.









