
“La Regione continua a ignorare la voce dei sindaci e dei territori”. È un atto d’accusa durissimo quello del consigliere regionale Antonio Di Marco, che annuncia di voler portare in Commissione Vigilanza il caso dei Comuni rimasti esclusi dai finanziamenti previsti dalla legge regionale destinata ai centri sotto i 30 mila abitanti. Nel mirino del consigliere c’è il cosiddetto “Click Day”, la procedura di assegnazione dei fondi che, secondo Di Marco, avrebbe penalizzato decine di amministrazioni comunali. «Non è accettabile– spiega –che i progetti vengano giudicati non sulla qualità o sull’utilità per il territorio, ma sulla rapidità con cui si riesce a cliccare un pulsante. È un sistema iniquo e umiliante per i Comuni, trasformato in una gara di velocità più che in una vera programmazione territoriale». Di Marco parla di “legge-riffa”, denunciando il rischio di favoritismi e la mancanza di trasparenza: «Nel primo bando, molti Comuni risultati vincitori erano amministrati dal centrodestra, e in alcuni casi si è addirittura cliccato prima del tempo previsto. È così che si costruisce una Regione equa e solidale?». Il consigliere sottolinea inoltre come la mancata revisione della legge sulle aree interne abbia aggravato la situazione, nonostante le numerose proposte avanzate dal Comitato per la Legislazione, presieduto da Carla Mannetti, dove erano stati ascoltati sindaci e amministratori locali. «Si parla tanto di contrasto allo spopolamento– aggiunge –ma si continua con iniziative frammentarie, scollegate, senza una visione strategica. La Regione deve tornare ad ascoltare chi vive e governa i territori ogni giorno». Di Marco cita un lungo elenco di Comuni rimasti esclusi dai finanziamenti, da Francavilla a Penne, daSulmonaa Giulianova, da Ortona a Guardiagrele, fino a tanti piccoli centri dell’entroterra. Tutti penalizzati da un sistema che, denuncia, «non premia i progetti migliori, ma chi arriva primo». Non manca un affondo all’Anci Abruzzo e al suo presidente, Pierluigi Biondi, accusato di un «silenzio inspiegabile» di fronte a una procedura che, a detta di Di Marco, ha generato «malcontento e sfiducia nei sindaci». «La Regione– conclude –deve smettere di trasformare la programmazione in una corsa a ostacoli. Bisogna ristabilire un rapporto di fiducia con i Comuni, garantire equità e trasparenza, e usare le risorse pubbliche per rafforzare davvero le comunità locali, non per premiare chi clicca più in fretta».
































