
Continua a far discutere in Abruzzo il caso dei farmaci oncologici segnalati come mancanti nei reparti della ASL Lanciano-Vasto-Chieti. La vicenda, rilanciata anche dalla trasmissione L’Aria che Tira su La7, ha riacceso il confronto politico sulla gestione delle forniture e sulla tutela dei pazienti più fragili. Al centro della polemica c’è la denuncia del consigliere regionale Antonio Di Marco (PD), che ha riferito di nuovi casi avvenuti a Lanciano: pazienti oncologici rimandati a casa senza la possibilità di proseguire la terapia. Di Marco sostiene di aver raccolto testimonianze dirette e di aver chiesto chiarimenti ufficiali alla ASL. La risposta del direttore generale Mauro Palmieri è stata però netta: nessuna sospensione delle cure, nessuna carenza strutturale, approvvigionamenti regolari. Due versioni opposte che hanno alimentato il dibattito. “Non basta smentire – ha dichiarato Di Marco – bisogna verificare, rendere pubbliche le procedure, correggere eventuali criticità e garantire scorte di sicurezza. I pazienti non meritano incertezze né rimpalli”. Il consigliere ha chiesto una verifica ispettiva interna, misure di emergenza per evitare nuovi problemi e maggiore trasparenza nei processi di gestione. Dalla maggioranza è arrivata una risposta altrettanto decisa. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, affiancato dai vertici sanitari regionali, ha ribadito che “nessuna terapia è stata interrotta” e ha definito “calunniosa” la narrazione secondo cui sarebbero mancati i farmaci. Il caso segnalato a Lanciano, secondo la Regione, sarebbe stato legato alla tempistica di ritiro di un farmaco già disponibile nelle ore successive, senza ricadute sulla prosecuzione del ciclo terapeutico. Marsilio ha inoltre ricordato come la gestione clinica sia responsabilità dei medici, non dei politici o dei dirigenti amministrativi, e ha definito “ignobile” speculare su questioni che coinvolgono pazienti oncologici. A replicare è anche il capogruppo PD Silvio Paolucci, che punta l’attenzione sul quadro più ampio: “Negare non risolve i problemi. I tagli e le razionalizzazioni degli ultimi anni hanno inciso sulla capacità del sistema sanitario di rispondere con prontezza e flessibilità”. Il presidente della Commissione Vigilanza Sandro Mariani parla di “minimizzazione e chiusura verso le criticità sollevate”. Il nodo resta proprio questo: il confine tra la continuità formale delle procedure e la percezione dei pazienti, che vivono la cura non come un iter amministrativo, ma come un percorso fatto di tempi precisi, rassicurazioni e fiducia. Anche un ritardo minimo, se non comunicato con chiarezza, può tradursi in smarrimento e paura. Ciò che emerge è la necessità di trasparenza e dialogo. Perché nel campo oncologico ogni passaggio è delicato e ogni disguido, anche piccolo, pesa. Le verifiche richieste – se condotte con rigore e spirito costruttivo – potrebbero essere l’occasione per rafforzare la fiducia tra istituzioni, personale sanitario e pazienti. Perché la salute non è solo cura, ma relazione.









