
Le modifiche recentemente apportate dalla maggioranza di centrodestra alla legge regionale sul randagismo accendono il dibattito politico e sollevano preoccupazioni tra associazioni e operatori del settore. A denunciarne gli effetti negativi sono i consiglieri regionali di Abruzzo Insieme, Vincenzo Menna e Giovanni Cavallari, che avvertono: “Così si riducono le possibilità di adozione per i cani abbandonati e si rischia il sovraffollamento dei canili.” L’emendamento riguarda la legge che disciplina randagismo, anagrafe canina e tutela degli animali da affezione. Secondo Menna e Cavallari, le modifiche limiteranno l’accesso del pubblico ai rifugi e alle strutture di ricovero, di fatto restringendo le occasioni in cui i cittadini possono conoscere e adottare gli animali. “Già la vita nei canili è difficile,” sottolineano i consiglieri. “Ridurre gli orari di apertura al pubblico significa rendere ancora più complicato trovare una famiglia a questi cani. Si rischia di tenerli reclusi più a lungo, quando invece l’obiettivo dovrebbe essere favorire l’affido e la socializzazione.” Non solo. Abruzzo Insieme evidenzia anche possibili criticità normative: secondo i consiglieri, alcune delle modifiche entrerebbero in contrasto con la legge nazionale 281/1991, che garantisce il ruolo delle associazioni animaliste nella gestione dei canili e consente ai Comuni di stipulare convenzioni con esse. Per Menna e Cavallari, la strada da seguire dovrebbe essere opposta: valorizzare la collaborazione con i volontari, facilitare l’incontro tra cittadini e animali, rafforzare le campagne di sensibilizzazione all’adozione, promuovere la sterilizzazione come strumento di prevenzione. “Vogliamo ripristinare la precedente struttura degli articoli 8 e 8-bis della legge regionale 47/2013,” annunciano. “Presenteremo un nuovo emendamento e siamo pronti a dare battaglia per tutelare i diritti degli animali e il lavoro di chi li assiste ogni giorno, senza interesse economico ma per amore e responsabilità.” Una posizione netta, che promette scontro politico in Consiglio regionale. Intanto, la preoccupazione più urgente resta una: evitare che una riforma pensata per semplificare finisca col rendere invisibili gli animali che più hanno bisogno di essere visti.










