
A poche settimane dall’apertura delle iscrizioni ai servizi scolastici, resta ancora senza risposta una domanda che riguarda centinaia di famiglie. Nel territorio di L’Aquila, il servizio di scuolabus per le scuole medie continua a essere un’incognita. Negli ultimi mesi il confronto tra cittadini e amministrazione non è mancato. Dopo l’audizione del 25 febbraio in Commissione consiliare, sono seguiti tre incontri con il Comune: a metà marzo con l’assessore ai Trasporti, a fine marzo con l’assessore alla Scuola e, infine, il 24 aprile con entrambi. Occasioni di dialogo che hanno fatto emergere apertura e disponibilità, ma che non hanno ancora portato a una decisione chiara. Le informazioni emerse finora restano parziali. Si parla di una possibile revisione degli orari delle corse scolastiche e, forse, dell’introduzione di nuovi collegamenti. Tuttavia, mancano dettagli concreti: non si sa quali scuole saranno coinvolte né quali quartieri potranno beneficiare di eventuali modifiche. A rendere la situazione ancora più delicata è il fattore tempo. Le famiglie, infatti, sono chiamate a organizzarsi con anticipo, soprattutto in una città dove gli spostamenti quotidiani possono risultare complessi. Senza indicazioni precise, il rischio è quello di dover ricorrere ancora una volta all’uso dell’auto privata, con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di traffico e gestione familiare. Non manca l’impegno da parte dei cittadini. I genitori promotori della richiesta hanno raccolto circa 500 firme e partecipato a un sondaggio promosso dalla stessa amministrazione, portando proposte e analisi dettagliate sul servizio. Un lavoro che, sottolineano, meriterebbe ora risposte ufficiali. Due le questioni centrali sollevate: l’attivazione dello scuolabus per le scuole medie — già presente in molte città italiane — e l’eventuale introduzione di nuove corse a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Interrogativi concreti, che toccano direttamente l’organizzazione quotidiana delle famiglie. Il trasporto scolastico non è solo un servizio logistico, ma un elemento essenziale per garantire accessibilità e qualità della vita. Da qui l’appello dei genitori: una comunicazione chiara, pubblica e tempestiva da parte del Comune. Perché, oltre alle promesse e agli incontri, ciò che serve ora sono certezze. E la domanda resta aperta: L’Aquila è davvero pronta a rispondere alle esigenze delle sue famiglie?

































