
Una nuova mappa dell’antica Roma sta cambiando il modo in cui immaginiamo l’Impero. Si chiama Itiner-e ed è la banca dati online che ha ricostruito, con una precisione senza precedenti, la rete viaria che nel II secolo d.C. collegava province, città, fortezze e campagne. Il risultato è sorprendente: quasi 100.000 chilometri di strade mai registrate prima, portando la lunghezza complessiva del sistema stradale romano a circa 300.000 chilometri, quasi il doppio delle stime precedenti. La ricerca è il frutto del lavoro di un team internazionale dell’Università Autonoma di Barcellona. La ricostruzione è nata dall’incrocio di fonti diverse: banche dati storiche già esistenti, fotografie satellitari e documentazione archeologica. Un mosaico digitale che restituisce la rete stradale dell’Impero nel 150 d.C., uno dei periodi di massima prosperità politica, economica e culturale. Le strade romane erano ovunque: dalle grandi direttrici come la Via Appia alle strade militari che garantivano lo spostamento rapido delle legioni, fino ai piccoli percorsi rurali che collegavano fattorie, città e villaggi. E in molti casi continuano a vivere sotto forma di strade moderne: come l’autostrada A5 in Inghilterra, costruita lungo l’antica Watling Street. Il nuovo database non è soltanto una fotografia del passato: sarà uno strumento cruciale per comprendere meglio la vita nell’Impero romano. Gli studiosi potranno analizzare come si muovevano le merci, come circolavano le persone e perfino come si diffondevano malattie e culture. Non tutto, però, è certo. Solo una piccola parte della rete ricostruita è documentata con precisione archeologica; il resto è frutto di inferenze basate su prove solide, ma ancora da confermare. Circa il 7% della rete è addirittura ipotetica: tratti in cui si presume l’esistenza della strada, ma non se ne conosce l’esatto tracciato. Per gli studiosi è una sfida affascinante: questa mappa non solo mostra ciò che sappiamo, ma indica con chiarezza dove dobbiamo tornare a cercare.









