
Dal 2 al 6 marzo 2026 Ovindoli diventerà il cuore pulsante dell’inclusione sportiva italiana. Per la prima volta i Giochi Nazionali Invernali Special Olympics approdano nel centro-sud, trasformando l’Abruzzo in un palcoscenico dove lo sport non è solo competizione, ma strumento di crescita, incontro e cultura condivisa. Oltre 500 atleti, con e senza disabilità intellettive, arriveranno da tutto il Paese per gareggiare fianco a fianco nello sci alpino, nello sci nordico, nella corsa con le racchette da neve e nello snowboard. Accanto a loro ci saranno famiglie, tecnici, volontari, studenti e istituzioni: un piccolo mondo che si muove insieme, con la stessa direzione. L’annuncio ufficiale è stato presentato nella Sala Ipogea del Consiglio Regionale, davanti a una platea che ha ascoltato testimonianze, ricordi e progetti. Una conferenza stampa che ha chiarito il senso più profondo dell’evento: non solo un appuntamento sportivo, ma un messaggio collettivo che tocca la dignità della persona, la partecipazione e la possibilità di essere comunità. «È molto più di un grande evento sportivo» ha detto il presidente della Regione Marco Marsilio. «Special Olympics porta con sé un’idea di sport che unisce, che costruisce ponti. Qui non si mostrano disabilità, ma abilità: il talento, la passione, la voglia di mettersi in gioco». L’Abruzzo, ha ricordato, è pronto a scommettere su una società più aperta, accogliente e consapevole. Le parole più emozionanti sono arrivate proprio dagli atleti.
Demetra Emanuele, con semplicità e forza, ha detto: «Lo sport mi ha dato amicizia, coraggio e la possibilità di essere vista per ciò che sono. Il mio motto è: “Disabili a chi?”». Marco Parisse ha raccontato un percorso di rinascita personale, fatto di incontri, lavoro e sport che «fa sentire vivi». Esperienze che mostrano come lo sport possa essere una porta, non un confine. Il sindaco di Ovindoli Angelo Ciminelli ha definito i Giochi «una sfida impegnativa, ma bellissima», mentre il fondatore di Special Olympics Italia, Alessandro Palazzotti, ha guardato avanti: «Il futuro è qui. Creiamo comunità, strutture e opportunità reali per poterlo costruire insieme». Scuole e università saranno protagoniste attive: studenti e docenti si stanno già preparando a partecipare e accompagnare, perché l’inclusione si impara solo vivendola. Un’icona dei Giochi sarà la mascotte, un orso marsicano disegnato da un giovane ex studente abruzzese, simbolo di una terra forte, protettiva e viva. Ovindoli 2026 sarà un evento di sport, certo. Ma soprattutto sarà un promemoria collettivo: la differenza non divide, se la si attraversa insieme.









