
Amarcord tra Roma e Abruzzo: il ritrovo degli ex alunni della Dalmazio Birago
Un incontro dal forte valore simbolico ha recentemente riunito alcuni ex alunni della 1ª sezione F della scuola elementare Dalmazio Birago di via Collatina, quartiere Collatino di Roma, a distanza di oltre cinquant’anni dai giorni trascorsi sui banchi. L’occasione, celebrata in Abruzzo presso il ristorante “La Vecchia Posta” di Tagliacozzo, ha rappresentato non soltanto un momento di memoria condivisa, ma anche un ponte ideale tra le radici romane e il territorio abruzzese, dove molti dei protagonisti hanno mantenuto legami profondi.
Tra i presenti, Domenico Ventresca, originario di Sulmona e Pettorano sul Gizio, cresciuto a Roma e oggi residente in Abruzzo, ha ricordato con emozione il percorso che lo ha portato a mantenere vivi i rapporti con gli amici d’infanzia nonostante le esperienze professionali maturate in diverse regioni italiane. Laureato in Giurisprudenza ed Economia, Ventresca ha svolto incarichi di rilievo nella Dogana, con anni di servizio a Busto Arsizio, Ancona, Pescara, all’aeroporto d’Abruzzo e alla sede operativa di Avezzano.







Il ritrovo ha offerto l’occasione di rievocare figure indimenticabili come le maestre Silvani, Milani e Mascia, e il maestro Giuseppe, simbolo di un’epoca in cui i rapporti scolastici erano improntati a semplicità e autenticità. I sei amici presenti hanno condiviso i traguardi raggiunti nella vita adulta: un ufficiale della Guardia di Finanza, un pilota Alitalia oggi in ITA Airways, un infermiere coordinatore in una Asl romana, un imprenditore con laboratori ortopedici a Roma e Monterotondo, un finanziere a Venezia Mestre e lo stesso Ventresca, funzionario doganale in diverse sedi nazionali. Tutti hanno espresso il desiderio di tornare a visitare L’ Abruzzo, in particolare Sulmona, Pettorano Sul Gizio e poiché rimasti incantati dalle bellezze naturali della nostra terra.
La scelta dell’Abruzzo come luogo del ritrovo ha rafforzato il legame con Roma, sottolineando come le radici comuni possano continuare a generare occasioni di incontro e memoria. Un Amarcord che ha unito due territori, nel segno della continuità e della condivisione, con la colonna sonora evocata dalla celebre “Giulio Cesare” di Antonello Venditti, a suggellare un ponte ideale tra passato e presente.









