
L’oro verde della Valle Peligna: Domenico Ventresca e la cultura dell’olio EVO
Come ogni anno, in piazza del Carmine, Domenico Ventresca — piccolo agricoltore e comproprietario insieme alla madre e alla sorella di diversi uliveti nella zona di Vallelarga — ha offerto ai suoi amici un assaggio del suo olio extravergine di oliva novello, appena molito. Le cultivar coltivate, rustica e gentile, sono il cuore della sua produzione, frutto di un lavoro meticoloso e appassionato.

L’incontro non si è limitato all’olio locale. Ventresca ha portato in degustazione anche oli extravergine provenienti da altre regioni italiane, tra cui un olio toscano e uno calabrese, per offrire un confronto diretto tra le diverse espressioni territoriali. A completare il quadro, ha presentato due bottiglie di olio extravergine di oliva: una di origine europea e una extra-UE, per stimolare la riflessione sulla qualità e la provenienza.

Durante l’incontro, Ventresca ha illustrato la classificazione ufficiale degli oli: Olio extravergine di oliva, Olio vergine di oliva, Olio di oliva, Olio di sansa.









Ha sottolineato come il prezzo dell’olio extravergine locale, nella zona della Valle Peligna, non possa scendere sotto i 13 euro al litro, a causa dei costi di gestione: potatura, concimazione, pulizia del terreno con trincia sarmenti, raccolta, pulizia delle palme e trasporto al frantoio. In confronto, l’olio di sansa nella grande distribuzione costa circa 5 euro/litro, mentre un olio extra-UE si aggira intorno ai 9 euro/litro. Da qui, la legittimità di pagare un olio EVO locale tra i 13 e i 14 euro/litro.
Ventresca ha posto l’accento sull’importanza di macinare le olive in frantoi di ultima generazione, detti “continui”, e di seguire il processo di spremitura a freddo, che secondo il Regolamento UE n.29/2012 art.5 comma b, deve avvenire a una temperatura non superiore a 26.8°C. Superare questa soglia significa compromettere la qualità del prodotto, aumentando la presenza di sansa e riducendo le proprietà organolettiche.
Ha consigliato di assistere personalmente alla molitura e di verificare la temperatura dell’acqua durante il processo. Solo così si può garantire un olio che conserva le sue qualità per almeno un anno e mezzo, a patto che venga conservato al buio e lontano da fonti di calore.
La degustazione finale ha lasciato il segno: gli amici presenti hanno potuto percepire chiaramente la differenza tra un vero olio extravergine locale della zona di Vallelarga e un olio dichiarato EVO ma di provenienza extra-UE. Un’esperienza che ha unito gusto, cultura e consapevolezza.
Ventresca infine ha ricordato che nel corso della anno 2000 durante la sua esperienza lavorativa al porto di ancona in qualità di funzionario Doganale ha sequestrato una Nave di olio di oliva provenienza spagna che risultava essere stato demolito sulla documentazione cartacea e quindi non poteva essere messo in vendita.. lo stesso Olio sarebbe arrivato sulle tavole dei consumatori italiani sotto l’etichetta di alcuni marchi famosi della distribuzione commerciale Italiana dopo passaggio di pulizia e rettificazione in una azienda specializzata nella regione Umbria.
Alla fine della spiegazione tutti gli amici hanno assaggiato i vari oli e hanno capito la differenza tra un vero olio extravergine di oliva locale della zona di Vallelarga rispetto ad un olio dichiarato extravergine di oliva ma id provenienza extra cee










