
Nel cuore dell’Abruzzo, tra i vicoli antichi di Bugnara, è appena calato il sipario sulla XIX edizione diRomantica, il festival internazionale di arte floreale. Ma ciò che resta non è solo il profumo dei fiori o la bellezza delle composizioni: resta un senso di orgoglio, una visione, una promessa. Quella di un piccolo borgo che ha scelto di investire su ciò che più conta: bellezza, cultura, comunità. Diecimila persone. Non è un numero qualsiasi. È la misura di un sogno che ha saputo coinvolgere curiosi, turisti, appassionati da tutta Europa – e oltre. Hanno camminato di notte, sotto le stelle, seguendo le scie colorate dei fiori che decoravano vicoli e piazzette. Hanno assistito alle sfilate serali in cui i maestri fioristi, veri artisti, hanno indossato composizioni floreali trasformandosi in opere viventi. Quest’anno, accanto alle delegazioni europee, è arrivata anche la Cina. Un segno importante:Romanticanon è più solo un evento locale, è un crocevia di culture e creatività. E Bugnara, incastonato tra le montagne, si fa centro del mondo per qualche giorno, con il sorriso di chi sa accogliere. Il sindaco Domenico Taglieri lo ha detto con semplicità ma con forza:Romanticaè molto più di un festival. È un progetto, una strategia, una direzione di marcia. Puntare su cultura e turismo non è solo un’idea elegante: è una necessità concreta, una risposta a chi cerca nuove vie per vivere nei piccoli paesi senza abbandonarli. Tra gli ospiti anche i vertici nazionali del club“I Borghi più belli d’Italia”, di cui Bugnara fa parte con pieno merito. Hanno lodato l’originalità e il fascino dell’iniziativa. Ma qui non ci si ferma ai complimenti: si guarda già al futuro. Il prossimo appuntamento è fissato: 1° agosto 2026. Ma nel frattempo il cantiere è aperto. Il Comune sta lavorando per far nascere a Bugnara una vera scuola di formazione per maestri fioristi. Un laboratorio permanente dove chi ama l’arte floreale potrà imparare, creare, crescere. Non solo fiori, ma anche progetti culturali, iniziative innovative, idee che intrecciano arte e territorio. Perché in fondo questo festival ci ricorda una verità semplice: quando un paese crede nella bellezza e nella sua gente, tutto può fiorire. Anche il futuro.


























