
Il Consorzio chiarisce: nessuna ‘tassa sulle grondaie’, ma corretta applicazione del Piano di Classifica 2001

Il Consorzio di Bonifica Interno prende atto della scelta dei Comuni di Prezza e Pratola Peligna di
promuovere un ricorso legale contro i criteri di riparto del contributo per la “gestione dell’infrastruttura
idraulica, bonifica e tutela del territorio”, attualmente applicato anche ai fabbricati. Nel pieno rispetto
del diritto di ciascun consorziato, inclusi gli Enti locali, di tutelare le proprie ragioni nelle sedi
competenti, e in attesa della notifica formale e della conclusione dell’iter giudiziario, intende fornire i
necessari chiarimenti tecnici e amministrativi alla stampa e alla cittadinanza.
Il contributo in oggetto, definito impropriamente “tassa sulle grondaie”, trova il proprio fondamento nel
Piano di Classifica vigente dal 2001 che, in conformita con la disciplina regionale, scorpora
esplicitamente tale voce di spesa dai costi di gestione irrigua, i quali continuano a gravare
esclusivamente sui terreni agricoli. Tale aggiornamento risponde a una necessita di regolarizzazione
amministrativa. Per oltre venticinque anni, infatti, il tributo idraulico e stato infatti applicato e
corrisposto soltanto dai proprietari di terreni, una prassi che ha di fatto collocato il Consorzio in una
condizione di irregolarita amministrativa che ha generato alcuni ricorsi attualmente pendenti presso la
Commissione Tributaria. La corretta estensione della contribuzione ai fabbricati si inserisce pertanto in
un percorso di puntuale applicazione dei criteri di ripartizione fissati ne 2001 e approvati dalla Regione
Abruzzo. A tale proposito, si precisa che la tutela idrogeologica e il presidio del territorio rientrano tra
le funzioni istituzionali e continuative del Consorzio, svolte indipendentemente dalla stagionalita
agricola e dalla gestione delle sole acque meteoriche.
L’operato della nuova governance e guidato esclusivamente dal rigoroso rispetto della legalita , segnando
una netta discontinuita rispetto alle precedenti gestioni, spesso condizionate da logiche e interessi di
natura elettorale locale. In quest’ottica di trasparenza e responsabilita amministrativa, il Consorzio ha
promosso un tavolo di confronto con la Regione Abruzzo, i Sindaci della Valle Peligna, le Associazioni di
categoria e ANBI Abruzzo. L’iniziativa rappresenta il primo passo concreto verso la redazione del catasto
della rete idrica di secondo livello, strumento fondamentale per definire con certezza ruoli, competenze
e ripartizione dei costi. A tal riguardo, si rivolge un sentito plauso a tutti gli altri Sindaci che, pur
condividendo iniziali e legittimi dubbi sul tributo, hanno scelto la via della collaborazione costruttiva
con l’Ente, dimostrando maturita istituzionale e attenzione all’interesse collettivo.
Si esprime, al contrario, forte rammarico per il ricorso presentato da due Comuni a fronte di un tributo
annuo di pochi euro pro-capite, una scelta che appare poco coerente con le priorita tecniche del
territorio. Sarebbe stato infatti piu proficuo e costruttivo concentrare le energie sulla redazione del
nuovo piano di classifica e sulla ricerca di soluzioni concrete alle numerose situazioni di abusi edilizi –
che interessano direttamente le infrastrutture demaniali idrauliche – gia puntualmente rilevate dal
Consorzio. L’assenza dei due primi cittadini ricorrenti al tavolo istituzionale, unici a mancare all’appello
tra le Amministrazioni della Valle, conferma la preoccupazione che la dialettica politica possa prevalere
sulla risoluzione di problemi concreti.
Dal punto di vista procedurale, si precisa che un eventuale esito favorevole del ricorso avrebbe efficacia
esclusivamente per i ricorrenti e non per la totalita dei contribuenti, contrariamente a quanto
erroneamente circolato. Inoltre, l’eventuale annullamento della quota a carico dei fabbricati (pari a
59.699 euro nel 2026 per circa 15.000 immobili in 11 Comuni) non comporterebbe l’azzeramento del
prelievo, ma la sua immediata ridistribuzione su ogni area non edificata censita al catasto urbano,
garantendo in ogni caso il pareggio di bilancio del Consorzio.
Pur riconoscendo il diritto alla legittima tutela giurisdizionale, l’Ente non puo accettare narrazioni
distorte che rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini e di ostacolare la corretta gestione del
patrimonio idraulico comune. Il Consorzio di Bonifica Interno rinnova la piena disponibilita al confronto
con tutte le Amministrazioni comunali, nella convinzione che la tutela e la valorizzazione del territorio
possano realizzarsi solo attraverso collaborazione, chiarezza amministrativa e il rigoroso rispetto delle
regole condivise.
Consorzio di Bonifica Interno
































