
Il Santuario della Madonna della Libera: fede, storia e identità di un popolo

Nella suggestiva cornice della Chiesa di San Pietro Celestino si è tenuto un importante incontro nell’ambito del ciclo di convegni dedicati al culto e alla devozione verso la Madonna della Libera. Protagonisti del colloquio sono stati lo storico Vincenzo Pizzoferrato e la scrittrice Prof.ssa Anna Paola Di Loreto, che hanno ripercorso le vicende storiche e spirituali legate alla nascita del Santuario mariano, cuore pulsante della fede pratolana.
L’origine del Santuario affonda le sue radici in un momento cruciale della storia locale: tra il 7 e l’8 maggio 1848, durante i moti risorgimentali, la popolazione di Pratola scelse di ribellarsi proprio in coincidenza con la festa della Madonna della Libera. In quel contesto di fermento civile e religioso, emerse l’esigenza di ampliare la piccola chiesa dedicata alla Madonna Liberatrice e di intervenire sulla parrocchiale di San Pietro Celestino, allora in condizioni strutturali precarie.
Fu così che maturò la decisione di edificare un nuovo Santuario, simbolo di rinascita spirituale e coesione sociale. La posa della prima pietra avvenne il 3 settembre 1851, segnando l’inizio di un’opera che avrebbe segnato profondamente l’identità del territorio.
A distanza di oltre un secolo e mezzo, il Santuario della Madonna della Libera continua a rappresentare il fulcro della spiritualità pratolana. È un luogo che custodisce memorie, accoglie generazioni, alimenta relazioni e accompagna la vita quotidiana dei fedeli. Non è solo un edificio sacro, ma un punto di riferimento esistenziale e comunitario, dove si intrecciano fede, storia e tradizione.
Durante il convegno è stato anche presentato il saggio di Vincenzo Pizzoferrato, “La storia del Santuario”, contenuto nel volume collettaneo Il Santuario Maria SS. della Libera, a cura di Marco Antonio Petrella. Un’opera destinata a lasciare il segno, offrendo agli studiosi e ai devoti uno strumento prezioso per approfondire la conoscenza della storia religiosa e sociale di Pratola Peligna.
Questo ciclo di incontri si propone non solo di celebrare la devozione alla Madonna della Libera, ma anche di riscoprire le radici profonde di una comunità che, attraverso la fede, ha saputo costruire la propria identità e affrontare le sfide della storia.









