
In una giornata d’estate che ha il sapore della solidarietà, Castelvecchio Subequo si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto di salute, accoglienza e umanità. Sabato 12 luglio, il paese ha ospitato la terza edizione di “Camminiamo insieme: Superaequum per il Parkinson”, un’iniziativa che ha saputo coniugare prevenzione, cultura, movimento e condivisione. Organizzata dal Centro Disturbi del Movimento dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, con il sostegno di associazioni, enti locali e tantissimi volontari, la giornata ha coinvolto pazienti, famiglie, operatori sanitari e cittadini in un viaggio esperienziale fatto di tappe storiche, panorami, pedalate assistite, laboratori e incontri. Per un giorno, il Parkinson non è stato al centro come malattia, ma come occasione per guardarsi negli occhi, muoversi insieme, ascoltarsi e ritrovarsi.



Le strade del borgo si sono animate sin dal mattino: dalla visita alla splendida chiesa di San Francesco, custode di una rara reliquia, fino al castello medievale di Gagliano Aterno e alla catacomba paleocristiana del IV secolo, luoghi che raccontano la forza della memoria. E poi ancora le e-bike, i sorrisi, i momenti di relax con pilates, musicoterapia e perfino la tangoterapia. Nel pomeriggio, sotto il chiostro silenzioso di San Francesco, si è aperto uno spazio di riflessione con medici, infermieri e istituzioni. Si è parlato di salute, certo, ma anche di dignità, di relazione e di futuro. “Vogliamo prenderci cura della persona nella sua interezza – ha spiegato la dottoressa Patrizia Sucapane – non solo dal punto di vista medico, ma anche umano. È così che si superano davvero i limiti della malattia”. La stessa idea l’ha ribadita anche Fania Tronca, coordinatrice infermieristica: “Il Parkinson non deve isolare, ma connettere. Lo sport, la cultura e la solidarietà sono strumenti potenti per combattere lo stigma”. Castelvecchio Subequo ha risposto con calore, cuore e partecipazione. Perché non serve essere grandi per fare grandi cose.




























