banner
banner

E’ sera ormai, la giornata volge al termine, è ora di mettersi comodi e ripercorrerla tutta. I pensieri si mescolano, le immagini corrono, se non rallento non riesco a fare un’analisi dettagliata. Allora partiamo dalla notizia che ha fatto più scalpore: la morte di Juan Carrito. Chi non lo conoscesse penserebbe che potrebbe essere uno scrittore argentino, un politico brasiliano, un poeta cubano. No, per tutti quelli che leggono oltr’appennini Juan Carrito era un bellissimo esemplare di orso bruno marsicano; la madre, Amarena, è passata alla storia per aver partorito nella primavera del 2020 quattro orsacchiotti gemelli. E mentre tre sono sempre rimasti con la madre e quasi sempre nelle zone della Marsica e Altro Sagittario, Juan Carrito è sempre stato ‘’na capa fresc’, scorrazzando qua e la e facendo impazzire Forestale, uomini del Pnalm e così via; ieri il suo destino. Ecco…destino appunto. E subito il ‘dito puntato’: è colpa di quello, è colpa di quell’altro, no di quell’altro ancora. Tutti a puntare il dito! Mi ha molto colpito un post in cui si chiedeva di rimuovere il video sull’agonia della povera bestia perché era antietico.

La parola bestia mi rimette il cervello nel frullatore e all’improvviso immagini, video, parole mi si presentano agli occhi con dolore e vergogna.

Foggia: operatori e infermieri maltrattano e abusano di pazienti psichiatriche nella struttura in cui risiedono, nella struttura in cui sono andate per riabilitarsi, per permettere loro di essere reinserite nella società. Le immagini si ripetono ad ogni tg ed ogni volta un tonfo nella gola, un colpo al cuore, un sussulto intestinale. L’adrenalina che prende velocità, il fuoco che viaggia nelle vene. Vorresti prendere quelle persone, picchiarle, scuoterle, far loro lo stesso torto. Ma poi il senso cristiano prende il sopravvento, rifletti e per fortuna arrivi alla conclusione che a quelle…bestie…deve pensarci la giustizia, con condanne giuste e soprattutto la radiazione indeterminata, anche in una seconda, terza, quarta vita, dall’albo degli infermieri. E una domanda soprattutto: ma chi sta peggio? Le pazienti o chi le assisteva??

E allora le due immagini si sovrappongono: Juan Carrito agonizzante e gli operatori che abusano delle pazienti. Ditemi, qual’è la vostra reazione dinanzi le due visioni? E se sarete capaci di distinguere le razze (quella umana da quella animale o nessuna delle due), allora imparate a puntare il dito altrove, o di non puntarlo proprio, perché le colpe sono di tutti noi, di quello che stiamo diventando, dell’ipocrisia che ci sta investendo, del menefreghismo, del finto buonismo.

banner

Lascia un commento