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Il CNA Abruzzo fotografa la situazione dell’artigianato nella nostra regione. E l’immagine migliore è quella che riflette la provincia dell’Aquila con un’ottima crescita delle imprese artigiane nel periodo gennaio-settembre 2022 con il comparto delle costruzioni a veleggiare con aumenti significativi.

Aldo Ronci, che ha realizzato lo studio, così spiega: «Nei primi 9 mesi dell’anno le iscrizioni sono state complessivamente 1.239, con 1.295 cessazioni: per cui le imprese artigiane hanno subito un decremento di 56 unità. In valore percentuale la flessione che si registra è dello 0,19%, in controtendenza con l’incremento nazionale che è stato invece dello 0,65%: e con queste cifre l’Abruzzo si piazza al terz’ultimo posto della graduatoria nazionale».

Quanto ai diversi settori produttivi, le variazioni negative più consistenti sono quelle legate alle manifatture (‐102), seguite dai trasporti (‐36) e dalla ristorazione (‐23). Bene invece l’edilizia, che segna la crescita è importante (+89), mentre l’incremento è più modesto nei servizi per la persona (+18) e nelle le attività di pulizia e giardinaggio (+14). Proprio nella provincia aquilana si concentrano alcune delle più evidenti contraddizioni che lo studio mette in evidenza: perché se l’Aquilano patisce la caduta più significativa nell’area manifatturiera (-30, con una punta particolarmente negativa nel comparto alimentare che segna un -13), è vero pur che è lo stesso territorio a segnare nelle costruzioni il picco positivo più significativo, con un aumento di 43 unità, ben superiore a Teramo (+23) e Pescara (+20). L’andamento negativo dell’artigianato spicca ancor più se messo a confronto con i numeri complessivi del mondo dell’impresa, che pure non brillano particolarmente nel contesto nazionale: nello stesso periodo, infatti, le iscrizioni sono state 5.334 e le cessazioni 4.747, con un incremento di 587 unità (in percentuale 0,39% in più contro un incremento nazionale dello 0.73%).

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