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“Il governo sta confezionando una manovra decisiva per il Paese. Il superbonus, nella formula vigente, ha attivato utili meccanismi per promuovere il risparmio energetico e incentivare la prevenzione sismica. Occorre pertanto prorogarlo nella sua interezza, sia per i condomini che per gli immobili unifamiliari e le case singole. Escludere queste categorie significa escludere i centri storici, i borghi antichi, le città di provincia e le aree interne e montane. Perché penalizzare questa parte d’Italia? Bene che sia prorogato per i condomini – afferma la Pezzopane – ma escludere le unifamiliari significa escludere proprio i centri storici, specie nelle aree a rischio sismico e nelle aree montane dove invece vanno investite le risorse. Gli indicatori ci dicono che tutti i bonus, compresi quelli per gli interventi antisismici e per le facciate, stanno determinando un aumento del Pil riscontrando anche l’apprezzamento delle famiglie, dalle associazioni di categoria e quelle che tutelano l’ambiente”.

“In particolare – conclude Pezzopane – il sismabonus permette la prevenzione del danno sismico. Prorogare il superbonus solo nei condomini significa escludere tutto il patrimonio delle aree interne, i cosiddetti borghi e centri storici, che poi sono quelli più antichi e fragili dal punto di vista strutturale. Se guardiamo all’esperienza dei terremoti di questi anni, è facile comprendere che i costi delle ricostruzioni a carico dello Stato sono impressionanti ed incidono moltissimo proprio nel riparto della riedificazione e del restauro dei centri storici. Auspico che il governo proroghi la misura senza modifiche, sarebbe il segnale che non esistono discriminazioni tra grandi città e aree interne e montane, al contempo farebbe un buon servizio al Paese”.

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