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Il vino, così come gli alcolici in generale, potrebbe presto essere equiparato alle sigarette, nello specifico nella dicitura “nuoce alla salute“. Un vero e proprio polverone di polemiche alzato dall’Irlanda che ha deciso di apporre la dicitura sulle etichette delle bevande alcoliche. Già nel 2016 e nel 2018 poi l’Irlanda si era fatta capofila per richiedere all’Unione Europea misure sempre più stringenti per ridurre il consumo di alcolici che, secondo le autorità irlandesi, potevano causare una vera e propria “emergenza sanitaria nazionale”. Così nel giugno scorso l’Eire ha notificato all’Ue il progetto di legge per apporre sulle bottiglie avvertimenti sui rischi sanitari del consumo di alcol e sul suo “legame diretto con i tumori mortali“. Una dicitura molto pesante per un prodotto che fa le fortune di tanti Paesi, Italia inclusa, che sono pronti ad alzare le barricate a difesa del patrimonio della tradizione.

“Proprio come per il vino – dove molteplici studi hanno dimostrato che un’assunzione entro certi limiti fa bene alla salute ma superati i quali diventa nocivo – anche per le medicine il dosaggio è fondamentale, perché se si assume un farmaco oltre il necessario l’effetto che può avere sul nostro fisico può diventare persino letale. È anche per questo che evidenziare le avvertenze sui rischi per la salute nelle etichette del vino è una scelta ridicola”. Ad affermarlo è il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris.

“L’Irlanda ha un serio problema interno, che come tale dovrebbe risolvere adottando politiche nazionali”, rileva Liris, “quello dell’alcolismo soprattutto tra i giovani, in crescita ma legato soprattutto ai superalcolici. Ma non è tollerabile che per fronteggiarlo si scelgano strade che danneggiano fortemente il mercato e soprattutto degli altri paesi. Anche perché c’è il serio rischio che l’esempio irlandese venga seguito anche da altri paesi europei, compromettendo una filiera che si traduce in una delle principali voci del nostro agroalimentare. Siamo dalla parte del governo e del ministro Lollobrigida, che ha già annunciato che l’Italia non resterà a guardare, a difesa del made in Italy e delle nostre imprese. Il vino per il nostro paese è storia, cultura e tradizioni, oltre che economia, e l’export rappresenta una voce determinante per le migliaia di aziende, comprese quelle abruzzesi che quotidianamente si impegnano per lo sviluppo di un settore chiave, anche nel miglioramento continuo della qualità come dimostra l’imminente nascita della terza Docg e le modifiche ai disciplinari che vanno proprio nella direzione di un rafforzamento del prodotto sul mercato”.

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