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I consiglieri di minoranza al Comune dell’Aquilano hanno richiesto con un odg a firma di Stefania Pezzopane, la convocazione di un consiglio comunale straordinario per domani, lunedi 5 dicembre, dalle ore 11, in seguito al polverone di polemiche sui disservizi della Asl01. Così si legge nella nota:

“La Salute è argomento nevralgico, decisivo, centrale, determinante, per qualsiasi comunità. È determinante a L’Aquila, che con il suo ospedale e le consolidate professionalità, la Facoltà di Medicina e l’Università, i presidi della medicina territoriale, può e deve essere vera eccellenza regionale. Risiede nella organizzazione dei servizi alla salute, un pezzo importante del futuro della città e del territorio, e della sua competitività. Purtroppo, in Italia, in seguito alla revisione del Titolo V della Costituzione, l’organizzazione complessiva della Sanità, la suddivisione delle risorse, la distribuzione dei posti letto, delle piante organiche, il ruolo e le risorse assegnate ai privati, è appannaggio totale delle Regioni. Lo Stato centrale fissa solo il Fondo Sanitario Nazionale, il numero dei posti letto per abitante e i Livelli essenziali di Assistenza (LEA) che dovrebbero essere assicurati ai cittadini. La Regione nomina i Direttori Generali delle ASL, cui assegna obiettivi. Le comunità locali sono rappresentate dal Comitato Ristretto dei Sindaci e dall’Assemblea di tutti i Sindaci. Nella nostra ASL1 il Presidente del Comitato Ristretto è il Sindaco dell’Aquila, con i sindaci di Sulmona, Avezzano, Castel di Sangro ed il sindaco di Tagliacozzo in rappresentanza dei piccoli comuni. Oltre ad interloquire con i vertici ASL, convocare l’assemblea dei Sindaci, il Comitato deve approvare il bilancio dell’Azienda, potere molto importante. Il Comitato Ristretto ha il potere di esprimere Il proprio parere sull’ approvazione del bilancio – i pazienti, il personale sanitario, i medici e le organizzazioni sindacali hanno più volte richiamato l’attenzione delle istituzioni verso la situazione dell’assistenza sanitaria nel Comune, nei territori del comprensorio aquilano, nell’intera Provincia; – la politica sanitaria, nella sua organizzazione complessiva, dipende pressoché totalmente dalla regione, ma che un ruolo centrale lo gioca il Comitato Ristretto dei sindaci della AsI, che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini, la qualità, l’efficacia ed efficienza dell’offerta sanitaria, e che il Comitato è presieduto dal Sindaco dell’Aquila; – la situazione del nostro ospedale, si è andata ad aggravare progressivamente negli ultimi anni, con un peggioramento della qualità del servizio inspiegabile, inaccettabile, soprattutto considerando il prestigioso ed indiscusso ruolo svolto in passato dal San Salvatore, le straordinarie professionalità dei suoi operatori, il loro spirito di abnegazione, dimostrato dagli enormi sacrifici patiti prima nel post terremoto e poi durante la pandemia, il tutto nella fase in cui, nel 2018 la Regione Abruzzo era riuscita finalmente a liberarsi dal giogo terribile del commissariamento, che aveva imposto per anni terribili restrizioni finanziarie e di investimenti. Il 29 ottobre scorso un gruppo di una ventina di primari del Dipartimento di chirurgia, tra i più influenti, ha inviato nelle scorse settimane al direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, una lettera di denuncia sulla difficile situazione in cui sono costretti ad operare da tempo, con la conseguenza che le condizioni di lavoro e, conseguentemente, la qualità e la tempistica delle cure che si riescono ad assicurare non hanno standard accettabili e quindi efficaci. Abbiamo appreso che l’emergenza degli ultimi giorni ha causato l’abbandono di un Paziente che necessitava di un intervento salva vita, una derivazione gastrica, per mancanza di materiale; si tratta di un intervento importante ma comunque routinario e dopo un primo giro di tentativi di richiesta di prestito di materiale necessario da parte dei chirurghi dell’Ospedale dell’Aquila ai vari ospedali della provincia di Teramo, di Avezzano e della provincia di Pescara, si è stati poi costretti a trasferire il Paziente a Teramo dove verrà sottoposto al medesimo intervento ma con tempi dilatati e ritardati che condizionano anche la prognosi quo ad vitam.l presidente della regione Marsilio, nella fase iniziale della pandemia, ha inspiegabilmente distribuito le risorse per affrontare il Covid con gravi squilibri ai danni della nostra Asl1, con il silenzio assordante dello stesso comune dell’Aquila e del Comitato ristretto dei sindaci: infatti prima del Decreto 34, che ha stanziato le risorse per quota capitaria, per affrontare l’emergenza sono stati assegnati 58 milioni a Pescara, 48 a Teramo e Chieti, solo 19 milioni all’Aquila; – La Asl di Pescara apriva 220 posti letto Covid, mai messi effettivamente a disposizione degli abruzzesi (ma utili ad arrivare all’ obiettivo di istituire nel capoluogo adriatico il Dea di Il livello). La Asl 1 all’Aquila riapriva in colpevole ritardo il Delta medico chiudendo, perché riconvertiti per malati Covid, reparti strategici come Pneumologia, Malattie Infettive, metà del reparto di Medicina, mentre nelle fasi di più acuta emergenza i pazienti erano “ricoverati” nell’interno della Chiesetta dell’ospedale. La Asl 1 è l’unica azienda sanitaria in Abruzzo che non procede al reintegro dei nuclei di cure primarie NCP inserendo nuovi medici in sostituzione di quelli andati in pensione, col conseguente rischio che tali nuclei si depauperino e chiudano i battenti, proprio alle soglie della creazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e successivamente delle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), strutture propedeutiche alla creazione delle Case di Comunità. Ci sono ancora adesso reparti chiusi ai pazienti non covid, mentre tuttora si registrano ritardi gravissimi nelle attività chirurgiche; lunghe attese per interventi decisivi, quali quelli per patologie oncologiche, con i tempi di attesa per accertamenti clinici, anche i più semplici, che sono divenuti ormai inaccettabili, costringendo chi non può attendere a ricorrere a prestazioni a pagamento. Si registrano inoltre forti carenze relativamente l’acquisto incompleto e con qualità scadente di dispositivi quali cateteri, fili di sutura, drenaggi, come riportato da ampie testimonianze dei chirurghi delle varie specialità che operano all’Ospedale San Salvatore; sono state da tempo bloccate assunzioni (vedi CUP), concorsi, acquisti attrezzature anche dopo la fine del commissariamento della sanità abruzzese. Si registra ancora l’enorme ritardo nell‘apertura del reparto per la PET, nonostante questa sia stata finalmente autorizzata. Si registra inoltre lo stop forzato all’utilizzo della radioterapia intraoperatoria IORT, a causa del mancato rinnovo dell’apparecchiatura stessa con un aggiornamento necessario e imprescindibile per la sicurezza delle pazienti il cui costo, come da preventivo, è di 200 mila euro, con conseguente fermo della macchina da aprile, nonostante le continue richieste da parte del personale dei radioterapisti, e col rischio che nelle logiche di un risparmio senza criterio, si andrà a superare la fine dell’anno senza metterla in funzione con forse l’ auspicato aggiornamento che verrà eseguito soltanto nel 2023. Ci sono ritardi persino per le più elementari spese per i presidi assistenziali, farmaci e reagenti; nell’organizzazione del personale ci sono gravissime carenze, denunciate ormai da tutte le sigle sindacali, con giornate di ferie accumulate per anni, turni massacranti ed una grande stanchezza, le cui conseguenze si leggono ormai sempre più spesso sui volti di medici ed operatori; quotidianamente vengono effettuati tagli trasversali, giustificati dalla “volontà di avere trasparenza”, mai meglio indirizzata, indicata, specificata, che bisogna accettare in silenzio o si finisce in consiglio di disciplina, con vere e proprie minacce di ritorsioni. La ripartizione dei fondi per l’edilizia sanitaria ex articolo 20 presenta un grave squilibrio ai danni dell’Aquila: su 410 milioni di euro, al P.O. del San Salvatore ne sono stati destinati solo 4, meno del1%; la nuova ripartizione del Fondo Sanitario Regionale con i criteri pressoché tutti centrati sul numero di abitanti della ASL penalizza gravemente, minandone il futuro andamento funzionale, la Asl 1, perché essa, sebbene abbia un minor numero di abitanti, ha ben 138 comuni, su una superficie pari al 47 % dell’intera regione, con tutte le conseguenti acuite difficoltà nel garantire in forma omogenea servizi sanitari su tutto il territorio; e soprattutto ha la maggior percentuale di anziani, quindi di soggetti aventi più comorbilità e necessità di maggiori accessi ai servizi sanitari; una parte importante delle risorse del PNRR verranno destinate alla sanità e che sarebbe opportuno, come da raccomandazioni che lo Stato e il Ministero della salute hanno sempre fornito, investirle non soltanto per l’edilizia sanitaria ma anche per il potenziamento dei presidi sanitari, per l’ammodernamento di strutture e attrezzature, tecnologie e telemedicina. Il comune dell’Aquila dispone di un ampio patrimonio immobiliare pubblico sparso su tutto il territorio comunale che potrebbe in parte essere utilizzato per moltiplicare e potenziare i presidi di sanità territoriale con il conseguente aumento della capillarità dei servizi. La ASL 1 conta il maggior numero di punti di erogazione dell’offerta sanitaria. Per questo chiediamo al Consiglio Comunale di far consegnare a tutti i consiglieri comunali copia dei verbali delle riunioni del comitato ristretto dei sindaci tenutisi dal 2016 ad oggi, anche in forma telematica, e, se mai convocata, dell’assemblea dei sindaci; di convocare l’assemblea dei sindaci almeno ogni 3 mesi; di predisporre un piano, da trasmettere al più presto al Consiglio Comunale, circa le iniziative che ritiene debbano essere avviate alla luce di quanto previsto per la sanità nel PNRR, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione della medicina territoriale nel nostro comprensorio e Provincia; di istituire la Consulta della Sanità Aquilana; di chiedere alla ASL dell’Aquila se è in condizioni di comunicare il fabbisogno di personale sanitario e non, totale e suddiviso per i singoli ospedali e dipartimenti territoriali provinciali e, se la asl dovesse essere sprovvista di tali dati, i motivi che hanno impedito ed impediscono a tutt’oggi la compilazione di questo atto di programmazione fondamentale; di richiedere la pubblicazione dei bandi di concorso per figure di ruolo e non facenti funzione, la previsione delle date dell’espletamento di quelli eventualmente banditi e la stabilizzazione dei precari, in misura pari a quanto già fatto nelle altre ASL abruzzesi come previsto dalle leggi, anche aprendo una “vertenza personale ASL” con la Regione; di acquisire e comunicare alla III Commissione le liste d’attesa per esami radiologici, endoscopici, visite specialistiche, con particolare riferimento a percorsi diagnostici per la prevenzione o sospetto di neoplasie, per l’intera ASL, ed in particolare per l’Ospedale dell’Aquila, alla data del 30 ottobre 2022; di concordare con Regione e vertici Asl l’acquisizione delle nuove tecnologie (come peraltro previsto nel PNRR), sistemare nel frattempo la vergogna della PET ancora nel “cassone” di un Tir, montare la RMN, vagliare seriamente le richieste di strumenti e mezzi dei singoli reparti, verificare ed identificare le cause di eventuali errori e ritardi negli acquisti dei più comuni farmaci, reagenti e materiali di consumo e presidi; di concordare con Regione e vertici Asl la messa in funzione in tempi brevissimi della radioterapia intraoperatoria IORT; di rivedere la ripartizione dei finanziamenti per l’edilizia sanitaria, finalizzando finalmente le risorse per l’adeguamento sismico dei corridoi e dell’edificio 1 e l’efficientamento energetico; di verificare, e dare comunicazione al consiglio, se corrisponde al vero che si siano registrati e si registrino ritardi negli acquisti dei più comuni farmaci, reagenti e materiali di consumo nei presidi sanitari, identificando eventualmente le cause di possibili errori, ritardi, o se vere e proprie scelte gestional; concordare con vertici Asl e medici del territorio uno studio del patrimonio immobiliare pubblico di proprietà comunale per destinarne una parte alla predisposizione di presidi di sanità territoriale diffusi su tutto il territorio; di agire istituzionalmente presso i vertici ASL per la risoluzione del problema inerente i Nuclei di Cure Primarie; di applicare un coinvolgimento diretto degli enti del terzo settore che già in alcuni casi con le loro iniziative stanno generando un sostegno concreto ed insostituibile allo sviluppo delle tecnologie e dei servizi a cittadine e cittadini. Chiediamo al Sindaco di avviare iniziative verso la Regione Abruzzo affinché L’Aquila abbia il riconoscimento di ospedale Dea di secondo livello, considerando che in esso è ospitata anche la Facoltà di Medicina e, nel caso si procedesse alla realizzazione di uno o due ospedali di secondo livello senza prevedere un coinvolgimento del “San Salvatore”, (come purtroppo sembrerebbe da notizie frammentarie che escono dall’assessorato alla sanità) a promuovere sin da ora una mobilitazione cittadina con tutte le forze politiche, le organizzazioni sindacali e di categoria, i cittadini e le parti sociali”.

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