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SULMONA – Sono circa 2.500 gli avvisi notificati dall’inizio dell’anno ai cittadini in merito all’accertamento Ici relativi al 2012. Ma molte cartelle presentano innumerevoli errori. Incongruenze che vanno dal pagamento della tassa richiesto una seconda volta, alla mancata identificazione dei dati catastali. A farlo notare è il Codacons Sulmona dopo il caos che si sta registrando nelle ultime settimane a Palazzo Città. Si tratta in effetti di cartelle già ricevute anni fa, quindi già pagate, per importi errati e calcoli inesatti su dati catastali e assegnazione della residenza, da cui derivano benefici fiscali sulla prima casa. L’associazione consumatori spiega che «con l’inizio del nuovo anno tornano, puntualmente, anche gli avvisi di accertamento “pazzi”, un’occasione ricorrente a Sulmona. Inoltre non viene tenuto conto della residenza che attribuisce benefici fiscali sulla prima casa. E i cittadini che si recano all’ufficio tributi del Comune di Sulmona per richiedere informazioni, oltre che trascorrere ore in coda, sono costretti a prenotare l’appuntamento con i dipendenti dell’ufficio. Così i chiarimenti sulla cartella arrivano solo giorni dopo, anche trenta, ovvero a ridosso della scadenza del termine per poter presentare un eventuale ricorso». Da qui la richiesta al sindaco Annamaria Casini di «diffidare la società concessionaria affinché venga potenziato l’ufficio informazioni per accogliere i reclami, così da limitare i disagi degli utenti e chiarire ogni posizione. Ciò al fine di tutelare i diritti del contribuente e garantire un rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione comunale». Analoghi problemi si erano registrati nel 2010, quando numerosi accertamenti erano stati inviati a persone decedute da anni.

Andrea D’Aurelio

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