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SULMONA – “Corriamo il rischio di ritrovarci ad ottobre nella stessa situazione dello scorso anno, con il rischio di chiusure che ci metterebbero completamente in ginocchio. Per cui l’ipotesi è giusta per contenere i contagi e non ci vedo alcuna limitazione della libertà personale ma solo un modo per incentivare il vaccino ed evitare nuove chiusure”. E’ questa la prima reazione di Clemente Maiorano, storico ristoratore cittadino, sull’ipotesi al vaglio del governo che prevede il rilascio del green pass solo dopo la seconda dose. Da Palazzo Chigi stanno pensando di adottare il modello francese, ossia di imporlo per salire sui treni o andare al ristorante, nei bar e nei centri commerciali. “E’ una questione di sicurezza per cercare di abbattere i contagi per evitare nuove restrizioni”- esordisce Maiorano che parla di ripartenza lenta e di un’estate diversa dallo scorso anno. “Nel 2020 gli italiani sono rimasti in paese e questo ci ha permesso una stagione ricca di lavoro e di guadagnare per l’inverno. Ora vedo una ripartenza più tranquilla. Dobbiamo aspettare agosto per dare un giudizio vero e proprio. Siamo di fronte ad una situazione borderline”- conclude. Sulla stessa lunghezza d’onda Pierluigi D’Agostino, titolare del bar del centro storico, che da qualche giorno ha ripreso l’attività dopo lo stop forzato per la stabilizzazione del quadro epidemiologico. “E’ una buona pensata in modo tale che siamo tutti più sicuri. Sicuramente è tutto più complicato ma anche più sicuro”- aggiunge il barista. Intanto in città e sul territorio si registra una più alta percentuale di rinuncia al vaccino, dovuta nella maggior parte dei casi proprio agli spostamenti per uscite fuori porta e vacanze. “Un 30 per cento di rinunce ci sono tant’è che facciamo insiringare meno dosi di quelle in elenco. E’ un fatto di responsabilità personale. E’ importante completare il ciclo vaccinale per avere una protezione contro il virus e anche contro la variante”- ricordano dalla Asl. In compenso la campagna vaccinale tiene in ritmo e ha raggiunto in provincia dell’Aquila e nel Centro Abruzzo risultati più che soddisfacenti.

Andrea D’Aurelio

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