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SULMONA – “Il voto ha un’importanza particolare ed è necessario”. Poche parole che dette da un partigiano risuonano come un monito alla libertà. Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi e domani oltre 21 mila elettori sulmonesi sono chiamati alle urne per l’elezione diretta del sindaco e del Consiglio Comunale. C’è chi va  a votare per fare il piacere al cugino o all’amico. Chi, peggio ancora, dovrà  rendicontare in qualche modo la sua preferenza espressa, in spregio alla Costituzione e alla civiltà. Qualcuno preferisce disertare perché è ormai stanco della politica in generale.  C’è poi una minoranza che si emoziona ancora varcando la soglia del seggio elettorale. Mascherina e matita alla mano. Una croce, due croci, nome e cognome. E via. “Il voto è un dovere civico” è scritto a caratteri cubitali sulla Carta Costituzionale. Ma quanti oggi si sentono liberi di votare? L’appello ad un voto consapevole arriva, ai microfoni di Onda Tg, da Gilberto Malvestuto, l’ultimo ufficiale della Brigata Maiella ancora in vita che lo scorso 17 aprile ha spento cento candeline e recentemente ha ricevuto il sigillo d’oro della città di Sulmona. Se c’è un simbolo, un volto, un’immagine di chi si è speso in prima persona per il diritto di voto è proprio lui. “Bisogna tener conto dell’intelligenza, la particolare inclinazione verso determinati problemi, se va incontro al popolo e si interessa dei poveri”- ha detto Malvestuto tracciato l’identikit del futuro sindaco o amministratore. Una “lezione” per tutti, giovani e non solo, che deve far riflettere più delle norme scritte e degli avvisi posti sui seggi che invitano gli elettori a lasciare telefoni ed effetti personali prima di entrare nell’urna. Buon voto a tutti ancora una volta. In cabina con libertà.

Andrea D’Aurelio

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