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SULMONA – Si rompe il femore a Castel Di Sangro e nel giro di 24 ore nessuno la opera. L’odissea che sta vivendo una donna riaccende il riflettori su una sanità che fa acqua da tutte le parti, soprattutto quando bisogna fronteggiare emergenze come quelle legate al maltempo. A Castel Di Sangro ieri mattina mancava l’ambulanza che era impegnata sul versante di Pescasseroli mentre a Sulmona, dove la donna è stata trasferita nel pomeriggio, non è disponibile la protesi per procedere con l’operazione. Una situazione paradossale che ha spinto i familiari della malcapitata ad adire le vie legali. Ma andiamo con ordine. Tutto comincia nella giornata di ieri quando la donna cade e si rompe il femore. In quel momento si trovava a Castel Di Sangro. I familiari si rivolgono al centralino del 118 ma l’ambulanza era impegnata su Pescasseroli. Scatta a quel punto il trasporto fai da te. Con un mezzo di soccorso rimediato all’ultimo minuto la donna viene accompagnata al nosocomio di Castel Di Sangro. L’orologio segna le ore 12. Passano sei ore ed ecco che la paziente viene trasferita all’ospedale di Sulmona per essere presa in carico dai sanitari del locale presidio ospedaliero. Ma per l’operazione- stando almeno alla denuncia dei familiari e alle prime informazioni raccolte- dovrà aspettare la giornata di lunedì, il tempo necessario per il reperimento della protesi. La famiglia però si è messa già in contatto con l’avvocato del foro di Sulmona, Catia Puglielli, molto vicina alle istanze della sanità. “Mi sono subito attivata per chiedere alla Asl di intervenire sul caso anche in riferimento a una eventuale omissione di soccorso a Castel Di Sangro. La signora deve essere trasferita in un altro presidio o, in alternativa, bisogna anticipare l’arrivo della protesi”- afferma l’avvocato Puglielli che si dice amareggiata per una sanità ancora troppo distante dalle esigenze degli utenti, soprattutto nei casi di emergenza.

Andrea D’Aurelio

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