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SULMONA – Non solo prenotazioni bloccate per un esame alla carotide e attese di un anno e due mesi per un ecocolordoppler ma anche per un semplice esame al campo visivo bisogna aspettare sette mesi all’ospedale di Sulmona. L’amara scoperta è stata fatta da un sulmonese che proprio in questi giorni si è recato al Cup per prenotare la prestazione sanitaria ma il primo posto disponibile è per aprile 2019. Tempi di attesa che restano troppo lunghi a giudicare dal tipo di esame richiesto. Sulla scorta di quanto sta avvenendo negli ultimi giorni al nosocomio dell’Annunziata il Tribunale per i diritti del Malato, guidato da Giulia Crugnale che si avvale del supporto della responsabile dell’area legale Catia Puglielli, riparte con il tour nei singoli reparti del presidio ospedaliero. L’obiettivo è quello di raccogliere, attraverso un’operazione di ricognizione, istanze e feedback da parte del personale e dei medici in servizio per poi mettere tutto nero su bianco in un vademecum da consegnare al Direttore Generale della Asl Rinaldo Tordera che è stato invitato dal Tdm per un incontro a stretto giro. “Ci sono delle problematiche che si verificano sistematicamente, per le quali abbiamo chiesto un confronto”- interviene la Crugnale mentre la Puglielli che ha già minacciato di rivolgersi alla Procura se il problema del blocco delle prenotazioni non sarà risolto a stretto giro, chiama in causa Tordera per un vertice nei prossimi giorni che dovrà servire a far luce sui problemi “cronici” dell’ospedale di Sulmona che vanno assolutamente risolti. “Presenteremo il nostro vademecum che servirà a calmierare le esigenze degli utenti con quelle dei dipendenti dell’ospedale”- chiosa l’avvocato.

Andrea D’Aurelio

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