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SULMONA – “Finalmente abbiamo ottenuto giustizia ma la rabbia è tanta”. I familiari di Domenico Di Luia, il 79 enne rapinato e ucciso due anni fa a Castel Di Sangro, affidano alla rete sociale di facebook le reazioni alla sentenza pronunciata ieri dalla Corte d’Assise dell’Aquila che ha condannato alla pena dell’ergastolo due dei tre romeni responsabili della brutale aggressione mentre il terzo romeno, che con il suo pentimento aveva consentito ai carabinieri di arrestare i complici, si è beccato dieci anni di reclusione. Fra sgomento e dolore ancora fresco, è la nipote di Di Luia su facebook a ricordare che “togliere una vita ad una persona invalida in modo così barbaro è una cosa indescrivibile”. “Finalmente abbiamo ottenuto giustizia ma la rabbia è tanta. Ho perso uno zio meraviglioso”- scrive la donna. Quella sera del 3 giugno 2017 i tre romeni decisero di entrare in casa dell’anziano portatore di handicap che viveva da solo. Mentre cercavano oro e preziosi da portare via il 79 enne si svegliò avvertendo rumori sospetti provenienti dalla sala da pranzo. Si alzò e una volta in cucina si trovò di fronte ai tre malviventi. I tre si scagliarono contro l’anziano disabile colpendolo con calci e pugni, lasciandolo agonizzante sul pavimento per poi fuggire via. Più tardi però uno dei rapinatori, colpito da rimorso, avvertì i carabinieri dell’accaduto, che prima soccorsero l’anziano e poi si misero alla ricerca dei rapinatori che arrestarono poco dopo. Trasferito in una clinica riabilitativa per lungodegenti a Bolognano, Domenico Di Luia morì il 26 ottobre, in seguito alle gravi conseguenze dell’aggressione subita.

Andrea D’Aurelio

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