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SULMONA – Bicchiere di plastica, tovaglioli, bottiglie di birra, campari e cartacce varie. Quanto basta per organizzare un aperitivo all’aperto, nel cuore del centro storico, in spregio alle misure anti Covid e quelle del buon vivere comune. L’intero paese è andato in semi lockdown nel corso delle festività natalizie con l’avvicendamento tra zona rossa e arancione, spostamenti limitati e asporto per le attività di ristorazione. Gli imprenditori e gli operatori economici hanno dovuto sopportare notevoli sacrifici come pure l’esercito dei volontari che non si è fermato. Quella che sembra non prendersi una pausa è l’inciviltà che continua a regnare sovrana come se il Covid non esistesse. L’ultimo “assembramento” di rifiuti si registra nella Villa Comunale, in particolare nell’area verde della Basilica Cattedrale, da tempo scambiata per una latrina a cielo aperto. Lì i vandali hanno messo le radici. E’ facile che la zona gialla abbia agevolato rimpatriate. D’altronde si percepisce una certa stanchezza emotiva nel mettere in atto le rigide misure imposte dal governo centrale. Ma in questa fase serve uno sforzo collettivo. Quel cumulo di rifiuti non è un’immagine rassicurante né per contenere la diffusione del virus e né tantomeno per il decoro e rispetto dell’ambiente.

Andrea D’Aurelio

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