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SULMONA –  Un’insufficienza cardiorespiratorio ha provocato la morte del cameriere di 49 anni originario di Napoli, rinvenuto senza vita la scorsa domenica nella stanza dell’albergo di Rivisondoli dove prestava servizio. Ad accertarlo è stata l’autopsia svolta dall’anatomopatologo, Luigi Miccolis, su disposizione della Procura della Repubblica di Sulmona che ha aperto un fascicolo contro ignoti per far luce sulla vicenda. La causa del decesso è quindi da ricondurre all’arresto cardiorespiratoria ma restano i dubbi sul nesso con la possibile overdose, ipotesi avanzata sin da subito, poiché nei pressi del cadavere dell’uomo sarebbe stata rinvenuta una siringa. Il medico legale ha effettuato i prelievi tossicologici, il cui esito è atteso per i prossimi 90 giorni. Solo allora il quadro risulterà più chiaro. Stando a quanto si è appreso nella mattinata di domenica sarebbero stati i proprietari della struttura ricettiva a rinvenire il corpo senza vita dell’uomo. Lo stesso, che prestava servizio da tempo nell’hotel, doveva presentarsi a lavoro intorno alle 7 del mattino ma non rispondeva alle chiamate sul suo cellulare. A quel punto i gestori dell’albergo avrebbero bussato alla porta fino a fare l’amara scoperta. Sul posto è intervenuta l’ambulanza del 118 che ha tentato di rianimare il 49 enne. Ma per lui non c’era più nulla da fare. L’ipotesi, stando alle testimonianze raccolte e ai primi indizi, è quella di sospetta overdose. Per avere la certezza bisognerà attendere i prossimi tre mesi. Per questo la Procura ha aperto l’inchiesta.

Andrea D’Aurelio

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