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SULMONA – Non si placa il botta e risposta tra Sbic e il candidato sindaco, Andrea Gerosolimo. Dopo le scintille sulla classificazione dell’ospedale, ecco un nuovo attacco. “Adesso c’è un candidato – evidenzia SBiC -, volutamente “distratto” e incapace di argomenti costruttivi, autoproclamatosi rivoluzionario, pretende di impartire lezioni di etica politica su un grosso bersaglio fatto di mala politica, di assenteismo, di interessi personali fermo da tempo davanti palazzo San Francesco… senza sapere che quella sagoma da colpire è lui stesso. Andiamo avanti con la nostra campagna elettorale, sostenendo Gianfranco Di Piero candidato Sindaco per Sulmona, con il nostro sorriso, il sorriso di SBiC, e tutte le persone che lo compongono, lavorando come sempre per tutti, anche per i neo-rivoluzionari, anche per i bersagli”. “Sulmona Bene in Comune – prosegue la nota – si presenta per la terza volta ad una tornata elettorale con un curriculum ricco di azioni amministrative a difesa del territorio e dei suoi presidi. Abbiamo cercato di essere sempre presenti oltre le facciate politiche, oltre i ruoli. Abbiamo inventato e perseguito un nuovo modo di essere minoranza, di essere amministrazione, di essere cittadini attivi: propositivi, attenti, presenti, onesti, politici! Abbiamo lavorato tanto per proporre soluzioni importanti e definitive per il nostro Ospedale. Abbiamo fatto sopralluoghi su sopralluoghi presso il Cogesa, convocato la Commissione di Vigilanza sul funzionamento degli impianti, sulla durata della discarica, sul destino dell’impianto Refolo e di quello del trattamento dell’umido di Navelli, attenti prima di tutto alla tutela della salute pubblica. La medesima Commissione è stata da noi convocata anche dopo la lettera del Segretario Comunale, nell’imminenza della gara di appalto per le mense scolastiche, in cui si dichiarava di persone esterne al consiglio comunale e certamente non legate a noi, che si aggiravano nei corridoi di Palazzo San Francesco (elementi agli atti) con scopi non altrimenti chiariti. Ma troppo spesso però ci si è dovuti districare nella selva di assenze ripetute da parte della maggioranza (le ultime tre convocazioni della Commissione sono andate addirittura deserte), assenze disinvoltamente imposte. in barba agli interessi della comunità”. (Red)

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