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SULMONA – Sarebbe stata morte certa per un detenuto se non ci fosse stata la prontezza dei riflessi di due poliziotti penitenziari di stanza al carcere di massima sicurezza di Sulmona ad intervenire durante un normale controllo in uno dei tanti padiglioni. L’uomo si era già impiccato nella sua cella e solo grazie alle trentennali esperienze dell’ispettore (F.T.) e degli assistente capo (W.P e DN.S.) è stato salvato in zona cesarini, evitando così l’ennesima pagina nera dalle carceri italiane. I due agenti, nel pomeriggio di ieri, accortosi dello stato di disagio e dell’umore deflesso insolitamente mostrato dal detenuto, non hanno mai smesso di tenerlo sotto controllo. E’ una questione di esperienza. Avevano capito che qualcosa non andava. L’allarme è scattato nel momento in cui lo stesso recluso, sempre in maniera inconsueta, si accostava inspiegabilmente il blindato della sua camera. Colti dal sospetto che potesse commettere qualche gesto inconsulto i due si sono prontamente portati in corrispondenza della camera di pernottamento(cella) e li, accortosi della situazione di estremo pericolo, intervenivano istantaneamente salvando il malcapitato dal tentativo di impiccagione pochi istanti prima messo in atto. La Uil, con il Segretario Mauro Nardella, plaude i due poliziotti ritenendoli meritevoli di lode. Tuttavia punta il dito contro chi “non solo bistratta l’operato dei poliziotti penitenziari attraverso rinnovi contrattuali da fame e che a tutt’oggi non si vedono in busta paga ma continua a violentare le speranze degli stessi di vivere in un contesto fatto di legittime aspettative attraverso tagli agli organici che stanno sempre più acquisendo i caratteri di eccezionale gravità”.

Andrea D’Aurelio

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