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CASTELVECCHIO SUBEQUO – Allarme bipartisan per la Chiesa di S. Agata a Castelvecchio Subequo. Invaso da erbacce e rovi l’edificio di culto rischia il crollo e a lanciare l’allarme per primo è stato il consigliere comunale Fidio Bianchi. “Si chiede un urgente intervento congiunto di tutta l’amministrazione comunale, (maggioranza e opposizione ), dei responsabili dei frati minori conventuali, presso la Soprintendenza per i beni architettonici per l’Abruzzo, per mettere la parola fine a questa squallida “italiana” vicenda, non escludendo il ricorso estremo alle autorità competenti”- avverte Bianchi spiegando che “nel lontano 2005/2006 il Ministero per i beni e le attività culturali- Direzione Regionale- finanziò con circa 800 mila euro derivanti dai fondi del gioco del lotto, lavori di restauro urgente vista la situazione e la precarietà della chiesa. Da allora son trascorsi ben dodici anni e tutto colpevolmente tace e soprattutto dei 570 mila euro residui non si ha più notizia”. Pronta la replica del sindaco Pietro Salutari. “Dal primo giorno che questa amministrazione si è insediata si è interessata della chiesa di sant’Agata, sollecitando gli organi competenti ad un intervento di recupero – ricorda Salutari – due anni fa venne compiuto un sopralluogo con funzionari della Sovrintendenza Beni Culturali in quanto erano stati destinati a questa chiesa 570mila euro, con i fondi della Lottomatica programma 2017”. Ma da quel momento il sindaco dice di non sapere nulla di quei fondi. “Successivamente sono state interessate di nuovo la Sovrintendenza, il Segretariato della stessa di Pescara e ultimamente anche il vescovo Michele Fusco, in quanto i beni sono di proprietà della curia. “Ma a quelle missive non è stata mai data risposta – sottolinea Salutari – Siccome la chiesa oltre a rappresentare un grande valore storico considerato che fu costruita su terme romaniche, è diventata un pericolo per l’incolumità pubblica visto che è adiacente alla strada ed anche perché in prossimità insistono private abitazioni. A disposizione per qualsiasi chiarimento o informazione”.

Andrea D’Aurelio

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