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SULMONA – “La Uil studierà ogni possibile forma di intervento affinché il diritto di queste persone non venga calpestato”. Parola del sindacalista Marcello Ferretti che scende in campo in difesa dei medici del penitenziario peligno che sono ormai allo stremo. Una denuncia che la Uil rilancia nel giro di pochi giorni. Contratti precari, aggressioni verbali e fisiche subite ad opera di detenuti, stipendi pagati con notevole ritardo( anche più di 6 mesi). Dal 2008 (anno in cui la riforma ha portato sotto l’egida dell’Asl la competenza sanitaria prima di pertinenza dell’amministrazione penitenziaria) ad oggi quello che starebbe accadendo ai medici del penitenziario peligno ha dell’incredibile. “Una situazione deprecabile” spiega il sindacalista Mauro Nardella “quella vissuta dai sanitari carcerari. I dirigenti e direttori Asl non possono non prendere atto della drammatica situazione e risollevarla così come meriterebbe di essere fatto. A loro chiediamo un fattivo impegno”. “La Uil studierà ogni possibile forma di intervento affinché il diritto di queste persone non venga calpestato” aggiunge Marcello Ferretti della Uil Fpl “la carenza di personale medico nel penitenziario sulmonese si sta ripercuotendo sia sul diritto alla salute ma anche sulla sicurezza degli operatori sanitari e addetti alla sicurezza. Nei prossimi giorni la nostra categoria si unirà a quella dei penitenziari per studiare il da farsi”.

Andrea D’Aurelio

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