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SULMONA – Entra nella storia per essere stato il primo operatore sanitario a vaccinarsi contro il Covid-19. Si tratta di Rinaldo Mariani, primario dell’Uoc di radiologia degli ospedali di Sulmona e Castel Di Sangro. L’emozione è palpabile al terzo piano dell’ala vecchia del nosocomio peligno. L’equipe del Siesp è schierata. Il personale incaricato afferra la prima dose e il primario si accomoda nella postazione allestita. Il primo vaccino è andato. E’ l’inizio di un percorso che, si spera, porterà il paese ad uscire dalla pandemia anche se restano ancora molte le domande aperte: qual è il rapporto tra dosi consegnate ed effettuate? Come si sta organizzando la macchina della somministrazione per le strutture sanitarie diverse dall’ospedale? Per gli addetti ai lavori era necessario partire. “E’ andata alla grande”- commenta Mariani subito dopo essersi sottoposto al vaccino- “il mio collega primario ha perso il fratello a sessant’anni. E’ l’unica ancora che abbiamo a disposizione”. Dopo Mariani è stata la volta del responsabile di chirurgia, Mauro Favoriti. E poi ancora ginecologi, operatori di pronto soccorso e sanitari inseriti nella lista del primo giorno che comprende 25 persone. Alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila sono stati consegnati 360 flaconcini, ognuno dei quali contiene 5 dosi che consentiranno di somministrare il vaccino, in questo primo step, a 2.340 persone. In questa fase di avvio della campagna vaccinale a ricevere la protezione contro il Covid saranno gli operatori sanitari, in un secondo momento gli ospiti delle Rsa della provincia. Durante le operazioni di somministrazione sarà in azione un team composto da almeno 1 medico del Siesp, 2 infermieri e 1 amministrativo che saranno affiancati dai medici dei diversi reparti ospedalieri. Fondamentale, in questo gioco di squadra, il contributo del servizio farmacia Asl che ha il compito di preparare le singole dosi (5 in tutto) che si ricavano da un singolo flaconcino. Intanto la Asl sta assumendo ben 81 infermieri. Dall’11 gennaio potrebbe scattare la vaccinazione nelle case di riposo e nelle altre strutture per poi passare alla campagna di massa per arrivare alla cosiddetta immunità di gregge. Nel frattempo però la pandemia va avanti e non sono ammesse distrazioni di sorta.

Andrea D’Aurelio

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