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SULMONA – Sempre più persone non ce la fanno e bussano alle porte della Caritas. Non solo i singoli ma anche i nuclei famigliari. Nel 2017, secondo i dati raccolti dai CdA, le richieste di intervento registrate hanno soddisfato le necessità di circa 310 nuclei familiari cresciuti nel 2018 a 350, stando ai dati dell’osservatorio diocesano delle Povertà e Risorse. Anche Sulmona quindi viene investita dal fenomeno della povertà. E nel giorno dell’inaugurazione di “Casa Zaccheo”, la struttura pronta ad accogliere chi non ha cibo, ma nemmeno un posto dove stare o dormire, rimbalza agli onori della cronaca tanto il fenomeno della povertà quanto del povero in quanto tale. Quello che prima di chiedere un pasto caldo vuole essere ascoltato e preso in considerazione, quello che si sente solo. Attraverso i dati raccolti nei centri di ascolto la povertà risulta essere un fenomeno piuttosto rilevante nella diocesi di Sulmona-Valva, legato anche a difficoltà economiche che le famiglie, specialmente a seguito della crisi economica, si trovano costrette a vivere. L’indigenza in senso ampio ha, però, come imprescindibile presupposto una condizione di deprivazione, monetaria e materiale, tale da ostacolare la persona nel raggiungimento di standard di vita soddisfacenti. Nel 2017 la Caritas di Sulmona ha assistito, tramite il centro diocesano e quelli parrocchiali, circa duemila indigenti di cui un terzo stranieri. Tra i servizi ormai consolidati ci sono il centro di ascolto aperto dal lunedì al venerdì, la distribuzione viveri e vestiario, la mensa che ospita circa 30 pasti al giorno ed è gestita da alcuni volontari che si alternano durante il pasto, lo sportello migranti per l’assistenza e l’inclusione dei richiedenti asilo.

Andrea D’Aurelio

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