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SULMONA – Usura e riciclaggio sono i principali rischi dopo la crisi dovuta all’emergenza pandemica. A suonare il campanello d’allarme è la Guardia di Finanza che l’altro giorno, nel capoluogo di regione, ha celebrato i 246 anni di Fondazione, alla presenza del comandante regionale, il Generale di Brigata Gianluigi D’Alfonso. Nel 2019 sono state svolte 39 indagini di polizia giudiziaria e 1075 controlli, che hanno consentito di segnalare all’Autorità Giudiziaria 31 soggetti e rilevare oltre 12 milioni di contributi illecitamente richiesti o percepiti. Effettuati sequestri per quasi 5 milioni di euro con danno erariale accertato pari a quasi 8 milioni. Sul fronte dell’evasione 43 sono i casi di frodi all’IVA scoperti in Abruzzo. Nel settore della fiscalità internazionale, scoperti 23 evasori. Altri 367 soggetti sono stati denunciati per reati fiscali, con sequestri per oltre 63 milioni di euro. Grande attenzione agli investimenti della criminalità organizzata in Abruzzo, con 188 soggetti sottoposti ad accertamento e sequestri per 18 milioni di euro. Scoperta attività di riciclaggio per quasi 4 milioni di euro che ha portato alla denuncia di 56 persone. In materia di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, sono stati sequestrati 811 kg di droga, con denuncia di 406 soggetti, di cui 49 in stato di arresto. Mentre le due Stazioni di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di L’Aquila e Roccaraso hanno effettuato 51 interventi e prestato soccorso a 58 persone. Nella fase del post emergenza l’attenzione si concentra sui fenomeni dell’usura e del riciclaggio. Riguardo quest’ultimo il rischio è che capitali di natura illecita vengano inseriti nei flussi ordinari. L’usura invece potrebbe aumentare perchè molti imprenditori potrebbero essere indotti a intraprendere strade illecite per finanziare le proprie aziende, visto che i canali istituzionali a causa della burocrazia possono risultare più lenti. “Noi invitiamo le organizzazioni di a denunciare approcci illegali che gli operatori dovessero avere”- ha raccomandato il generale D’Alfonso spiegando che la criminalità, durante il lockdown, ha preso di mira altri settori, come quello dei dispositivi di protezione.

Andrea D’Aurelio

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