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“Dieci anni fa dissi che il progetto Tav andava rivisto e messo in cantiere. Quello contro le Grandi Opere era Grillo che non voleva la Gronda a Genova, era tutto il mondo a 5 Stelle (e in parte anche la Lega), che non voleva gli impianti termovalorizzatori e il Tav. Io sono un altro, io sono quello che ha detto sempre di mandare avanti le opere, anche quelle piccole, e non a caso quando ho avuto l’alto onore di guidare il paese, nel 2016 con il presidente della Regione Abruzzo D’Alfonso abbiamo firmato un patto per l’Abruzzo dal valore di circa due miliardi di euro, con tutti i sindaci del territorio, proprio per sbloccare le opere. Poi c’era anche qualche opera un po’ più grande, come quella di cui parlava sempre un grande abruzzese, il compianto Sergio Marchionne, che finalmente sta prendendo il via, ma sempre con tempi diversi da quelli che noi avremmo sognato”. Lo ha detto Matteo Renzi rispondendo alla nostra domanda a margine della presentazione del libro Il Mostro, che si è tenuta oggi pomeriggio nel teatro Maria Caniglia di Sulmona. La politica torna sul palco con il leader di Italia Viva. Dal “minuto di silenzio per i cinque stelle” alla guerra in Ucraina, l’ex premier ha tenuto la scena, rimarcando la necessità di tornare a riflettere con la politica. “Al primo turno ha vinto la destra, al secondo la sinistra – ha detto subito l’ex presidente del Consiglio – in tutte e due purtroppo ha vinto l’affluenza bassa, l’astensione. In ogni caso buon lavoro ai nuovi sindaci. Noi siamo molto contenti, come Italia Viva, perchè abbiamo triplicato i nostri amministratori rispetto a prima”. A proposito dell’ex premier Giuseppe Conte, leader dei pentastellati, Renzi ha ricordato che quanto tutti lo magnificavano lui era l’unico ad attaccarlo. Oggi invece la scena è cambiata. Conte è attaccato da più parti e anche al suo interno. “Fa tenerezza” ha sottolineato Renzi, sostenendo che il M5S, come da lui previsto, è ormai alla fine. Non teme invece la stessa sorte per Italia Viva. “Anche a noi ci dicevano che Italia Viva era finita – ha risposto Renzi – invece prima abbiamo mandato a casa Salvini. Quando tutti ci davano per scomparsi abbiamo mandato a casa Conte e abbiamo portato Draghi. Più ci dicono che non contiamo niente e più dimostriamo che siamo il vero unico voto utile in questo Paese”. Poi il massaggio sul libro e sulla magistratura. “Dico che chi sbaglia deve pagare. I giornalisti se sbagliano pagano, i medici se sbagliano pagano, gli automobilisti che passano con il rosso vengono sanzionati. I magistrati sbagliano e nessuno gli dice niente, così non va bene”- conclude Renzi.

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