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SULMONA – Un Consiglio per fare un Consiglio o per aprire tavoli di discussione. Potrebbe riassumersi così l’odierna seduta del Consiglio Comunale, sicuramente accesa e coinvolgente, ma che ha portato tante scintille e poche risposte chiare per la città. Il consigliere comunale, Bruno Di Masci, ha ribadito l’intenzione di revocare l’appoggio al sindaco e andare ad elezioni già a primavera perché il governo tecnico “a scadenza”- ricorda- ha un inizio e una fine. La minoranza ha chiesto alla maggioranza di chiarire il perché di un’ennesima crisi, se è stata risolta, se ci sono le condizioni per andare avanti. Tutte domande che sono arrivate dalla consigliera comunale, Elisabetta Bianchi, dopo le scintille e le spartizioni di responsabilità tra altri consiglieri comunali. Il consigliere Andrea Ramunno si è detto pronto ad andare a casa qualora non ci sarà un’altra possibilità di governo. “Non è che perché sono consigliere provinciale non firmo. Prima viene il ruolo di consigliere comunale di Sulmona”- ha ribadito Ramunno incalzato dalla minoranza. A chiudere la seduta è stato il sindaco, Annamaria Casini, dopo trenta minuti d’intervento, ben oltre il regolamento, tant’è che più volte è stata ripresa dal Presidente del Consiglio Comunale, Katia Di Marzio. Dopo lo show e le urla a ritmo di “vergognatevi”, la Casini ha detto che non si dimetterà e resterà al suo posto. E ha fatto l’elenco dei risultati che ritiene di aver raggiunto dopo aver citato la nostra intervista del bilancio di fine anno. Nonostante richiami, assenze e reazioni a catena, la Casini vuole restare al comando di un esercito che non ha più i soldati, per dirla con le parole dei consiglieri Perrotta e Bianchi. Ma il “capitano” ritiene che il primo passo e l’assunzione delle responsabilità debba arrivare da coloro che vogliono staccare la spina. Le prossime settimane risulteranno quindi decisive.

Andrea D’Aurelio

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